Proseguono le trattative tra Iran e Oman per arrivare a un accordo che metta fine a mesi di tensioni nella regione. Secondo quanto riferito da Reuters, tra i punti più delicati del negoziato c’è la possibilità di affidare a Teheran il controllo delle navi in ingresso nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il trasporto di petrolio.
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che i colloqui hanno raggiunto «intese fondamentali» e che l’accordo sarebbe ormai vicino alla fase conclusiva. Il piano prevede nuovi corridoi di navigazione attraverso le acque territoriali iraniane, destinati a sostituire quelli temporaneamente utilizzati negli ultimi mesi.
Restano però forti divergenze sul significato concreto del controllo del traffico navale. L’Iran vorrebbe introdurre tariffe per il transito e sanzioni economiche in caso di violazioni, mentre l’Oman propone un sistema più limitato. Gli Stati Uniti, invece, continuano a respingere qualsiasi ipotesi di permessi, pedaggi o autorizzazioni per attraversare lo Stretto di Hormuz.
Secondo un funzionario americano, la rotta deve rimanere una via navigabile internazionale libera, senza che nessun Paese possa limitarne il transito. Anche il diritto marittimo internazionale, infatti, non consente l’imposizione di pedaggi per l’attraversamento degli stretti internazionali, pur permettendo agli Stati costieri di richiedere compensi per eventuali servizi forniti.
Tra i nodi ancora aperti figura anche il controllo delle navi in uscita dal Golfo. Secondo Reuters, l’Iran avrebbe già ridimensionato le proprie richieste su questo punto, ma il confronto tra le parti è ancora in corso.
