American Express torna utilizzabile a San Marino e il movimento Domani – Motus Liberi rivendica il risultato, riaprendo allo stesso tempo il confronto politico sui tempi che hanno portato alla riattivazione del servizio. In una nota diffusa dall’Ufficio stampa, il movimento definisce il ritorno del circuito una notizia positiva per il Paese, ma punta il dito contro quelli che considera ritardi ingiustificati.
“Dopo anni di attesa, American Express torna finalmente utilizzabile a San Marino. Si tratta di una buona notizia per cittadini, imprese, professionisti e l’intero comparto turistico. Ma la vicenda impone una domanda politica inevitabile: per quale motivo si è dovuto aspettare così tanto?”, si legge nel comunicato.
Secondo Domani – Motus Liberi, “American Express era pronta da anni”, ma “per ragioni che non sono mai state chiarite fino in fondo, sul versante sammarinese il processo è rimasto bloccato”, determinando “un ritardo inspiegabile, che ha penalizzato la competitività del Paese, limitandone l’attrattività nei confronti di visitatori, investitori e operatori economici”.
Nel comunicato il movimento ricorda il lavoro svolto sul dossier nella precedente legislatura, sostenendo di essersi attivato per riportare il tema all’attenzione del circuito internazionale. “DOMANI – Motus Liberi ha lavorato da subito a questo dossier nella scorsa legislatura, prodigandosi per riportare al centro dell’agenda di American Express la necessità di riattivare il servizio a San Marino, ottenendo oggi un grande risultato che risolve quanto meno una parte del problema. Il tutto sostenendo il dialogo internazionale e riportando San Marino nei grandi circuiti finanziari, con l’obiettivo di rendere la nostra Repubblica più moderna, aperta e competitiva. Nel frattempo altri preferivano voltare lo sguardo e far finta di non vedere. Oggi quella visione diventa realtà e ancora una volta si dimostra che avevamo ragione”, riporta la nota.
Il movimento esprime inoltre un ringraziamento “ad American Express e alle istituzioni americane per il grande lavoro svolto”, oltre che “a Klirway per il supporto tecnico fornito sia in questa occasione ma anche quando, con l’esponente di DOMANI – Motus Liberi alla guida della Segreteria Industria, è stata garantita l’attivazione a San Marino di nuovi sistemi di pagamento internazionali”. Nella stessa nota viene evidenziata anche la necessità di proseguire il lavoro “per garantire l’emissione delle carte a favore dei sammarinesi che ancora oggi non possono richiederla”.
Ampio spazio è dedicato anche alle critiche politiche. “Resta però una domanda a cui qualcuno dovrebbe degnarsi di rispondere: qual è il conto dei danni causati da anni di immobilismo a targa democristiana? Quante opportunità sono andate perdute, quanti investimenti sono sfumati?”, afferma il comunicato, che estende poi le contestazioni anche ad altri ambiti strategici, citando “digitale, cloud, data center, protezione dei dati e innovazione” come esempi di dossier sui quali, secondo DML, si sarebbe ripetuto lo stesso schema.
Nella parte conclusiva il movimento rivendica la propria impostazione politica e rilancia la sfida per il futuro. “I fatti lo dimostrano: molte delle più virtuose trasformazioni in corso nascono dalle intuizioni che abbiamo maturato nel tempo, incanalandole in un percorso strategico di medio-lungo termine. Noi continueremo a guardare avanti, ma è ora che la maschera cada: DOMANI – Motus Liberi fa paura perché ha dimostrato di avere una visione e di saperla trasformare in atti concreti. Evidentemente, questo la DC non può permetterlo. Il prezzo di questo modo di fare lo pagano però il Paese, i cittadini, i nostri giovani”, si legge ancora.
Il comunicato si chiude con un richiamo al ruolo della politica: “La buona politica ha l’obbligo di mettere al primo posto l’interesse collettivo, senza sacrificarlo a logiche di breve periodo o alle logiche spartitorie della ‘politica politicante’. DOMANI – Motus Liberi continuerà a farlo con decisioni coerenti e coraggiose, chiedendo a tutti i cittadini di non avere paura di mettersi in gioco per cambiare questo sistema malato.”
