Gianni Infantino non ha intenzione di lasciare la guida della FIFA, nonostante le forti pressioni seguite al contestato progetto FIFA Forward Enterprise (FFE), che prevedeva la cessione di quote delle competizioni mondiali a investitori privati.
Il presidente della FIFA ha inviato una lettera ai membri del Consiglio nella quale ha ammesso gli errori commessi nella gestione dell’iniziativa e ha presentato le proprie scuse, ribadendo però la volontà di restare al vertice della federazione e di lavorare per ricostruire la fiducia.
La posizione di Infantino continua però a essere contestata. UEFA e Federcalcio inglese hanno confermato la loro sfiducia nei confronti del presidente, mentre prende corpo anche l’ipotesi di un boicottaggio delle competizioni europee qualora la situazione non dovesse cambiare.
Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa internazionale, durante la crisi Infantino avrebbe cercato il sostegno di diverse federazioni nazionali da Rabat, in Marocco. Tra le ricostruzioni emerse c’è anche quella secondo cui avrebbe promesso al Marocco la finale dei Mondiali 2030 in cambio di appoggio politico, circostanza che non ha trovato conferme ufficiali.
Anche sul fronte politico sono arrivate critiche. Il primo ministro canadese Mark Carney ha definito il progetto di privatizzazione un episodio che, a suo giudizio, avrebbe dovuto segnare la fine della presidenza Infantino. Nonostante questo, il numero uno della FIFA conferma di voler proseguire il proprio mandato.
