Rubrica SALUTE

Quando il farmaco non si trova in farmacia: il mondo delle carenze e dei tender ospedalieri

Cosa succede quando un ospedale ha bisogno di una cura introvabile. Ne parliamo con Silvia Giglio, Tender Specialist di Pharma Titano.

Dietro ogni farmaco che arriva in corsia c’è spesso un lavoro invisibile fatto di gare d’appalto, autorizzazioni, ricerca internazionale e una rete di contatti che attraversa il mondo. È il caso di Pharma Titano, prima realtà della Repubblica di San Marino certificata GDP per la distribuzione all’ingrosso dei medicinali, specializzata nel reperimento di farmaci innovativi, orfani e difficilmente reperibili. A raccontare cosa succede quando una terapia sembra introvabile è Silvia Giglio, Tender Specialist dell’azienda, che ogni giorno si occupa di tender ospedalieri e della ricerca di medicinali in oltre 27 Paesi.

«Mi occupo di tutto ciò che riguarda i tender, cioè i bandi pubblici per la fornitura di farmaci. La mia giornata inizia con la ricerca delle gare sui vari siti istituzionali. Analizzo i bandi aperti, verifico cosa viene richiesto, controllo la documentazione, le scadenze e tutti gli aspetti amministrativi necessari per partecipare. A seconda del bando la documentazione può essere più o meno complessa, ma il lavoro parte sempre da lì.»

Cosa succede quando un ospedale ha bisogno di un farmaco che non riesce a reperire?

«L’ospedale verifica innanzitutto se il medicinale è disponibile in Italia. Se lo è, l’importazione non è consentita perché viene sempre privilegiato il farmaco italiano. Se invece il prodotto non è reperibile e l’Aifa autorizza l’importazione, l’ospedale ricerca i fornitori autorizzati.

A quel punto può pubblicare un bando aperto, al quale può partecipare chiunque abbia i requisiti, oppure procedere con un invito diretto o una richiesta via email all’importatore. Dipende dall’urgenza, dal valore della fornitura e dalle caratteristiche della richiesta.»

Quanto è internazionale questo lavoro?

«Molto. Se un farmaco manca in Italia, spesso manca anche in Europa. In questi casi cerchiamo innanzitutto un prodotto europeo, ma se non è disponibile o ha costi troppo elevati allarghiamo subito la ricerca. Abbiamo fornitori in oltre 27 Paesi: India, Turchia, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, Cina, Russia e molti altri. Praticamente non abbiamo limiti geografici.»

C’è un caso che ricorda in modo particolare?

«Il farmaco più difficile che ci è stato richiesto era un prodotto oncologico molto particolare, disponibile esclusivamente negli Stati Uniti con autorizzazione FDA. Si tratta di un medicinale utilizzato nell’ambito dell’immunosoppressione dopo i trapianti d’organo. È stata una delle richieste più impegnative che abbiamo seguito, sia per la difficoltà nel reperire il prodotto sia per tutta la gestione della filiera. Nel tempo ci sono stati anche molti altri casi di farmaci rari e difficili da trovare, ma quello è sicuramente quello che ricordo di più.»

Quanto conta l’aspetto umano in un lavoro come il suo?

«Conta tantissimo. Noi non conosciamo il paziente e non abbiamo alcun dato personale, ma parlando con gli ospedali percepiamo chiaramente l’urgenza. Ci chiamano perché ci sono pazienti che rischiano di interrompere la terapia o perché un farmaco promesso non è stato consegnato. Sentiamo molto questa responsabilità e il valore di quello che facciamo.

Purtroppo non sempre riusciamo a trovare tutto: ci sono casi davvero molto rari in cui il farmaco non è disponibile da nessuna parte.»

Tra i vostri clienti c’è anche l’Ospedale di Stato di San Marino. Qual è il ruolo di Pharma Titano?

«Serviamo l’Ospedale di Stato sammarinese, oltre a ospedali e cliniche private, soprattutto per quanto riguarda i farmaci oncologici e innovativi. Molti di questi medicinali sono disponibili soltanto fuori dall’Europa e il nostro lavoro permette ai pazienti di potersi curare anche a San Marino, senza dover andare negli Stati Uniti o in altri Paesi per ricevere la stessa terapia.

Crediamo che questo abbia anche un importante valore etico e sociale, oltre che farmaceutico.»

Qual è il messaggio che vorrebbe lasciare ai lettori?

«Vorremmo far conoscere sempre di più questa realtà. Oltre agli ospedali, stiamo iniziando a collaborare anche con associazioni che si occupano di malattie rare, proprio per arrivare più facilmente ai pazienti e ai loro medici di riferimento.

Il nostro obiettivo è rendere accessibili farmaci innovativi, per malattie rare e oncologiche, che spesso sono difficili da reperire. È questo il cuore del nostro lavoro.»

Guardando al futuro, Pharma Titano sta inoltre avviando nuove collaborazioni con associazioni che si occupano di malattie rare e porta avanti progetti di ricerca insieme all’Università di Bologna nell’ambito della medicina rigenerativa e dell’innovazione regolatoria, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’accesso alle terapie più avanzate.