Il governo stanzia 175,2 milioni di euro contro il caro gasolio, ma le proteste continuano a rallentare il trasporto delle merci. Alcuni blocchi sono stati rimossi e i fermi sono stati sospesi in Calabria e Sicilia, mentre in Campania restano disagi sulla rete autostradale. Nell’Adriatico i pescherecci rimangono in porto.
Il pacchetto approvato dal Consiglio dei ministri assegna 105,2 milioni all’autotrasporto. Di questi, 45,2 milioni rafforzano il credito d’imposta sulle spese sostenute tra marzo e agosto 2026, mentre altri 60 milioni coprono il periodo dal primo settembre al 5 ottobre.
Secondo il viceministro Edoardo Rixi, con l’integrazione le risorse destinate al periodo marzo-agosto raggiungono circa 480 milioni. Per agricoltura e pesca sono previsti contributi a fondo perduto validi nel 2026, rispettivamente da 60 e 10 milioni.
Intanto, a Napoli gli autotrasportatori hanno organizzato un corteo lento, esprimendo delusione per le misure del governo. I ritardi nelle consegne pesano sui rifornimenti, con mercati a corto di prodotti e imprese che rischiano di fermarsi.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato che i pagamenti sono già partiti e ha ringraziato le associazioni che, dopo l’accordo, hanno revocato le mobilitazioni. Ha inoltre chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di assicurare la circolazione delle merci e le forniture alle attività commerciali.
La premier ha denunciato minacce contro chi vuole lavorare e pneumatici tagliati ai camion dei colleghi: “Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo”. Per rimuovere i blocchi, ha annunciato il ricorso a tutti gli strumenti previsti dalla legge.
