Riportiamo integralmente l’intervento di Luca Lazzari (PSD) in Consiglio Grande e Generale nel comma comunicazioni.
Luca Lazzari (PSD): In queste occasioni la solennità può prendere un po’ il sopravvento: si ascoltano parole importanti, ma a volte si fa fatica a sentire le persone che le pronunciano. Questa volta le persone si sentivano, si sentivano le vostre sensibilità, le cose che avete a cuore. Questo è stato bello, a partire da quell’immagine del nonno e del bambino che guardano la luna, un’immagine delicata che dice molto su quello che possiamo lasciare a chi viene dopo di noi, anche la fiducia di poter arrivare più lontano. Voi avete richiamato cose molto concrete: la casa, il costo della vita, la possibilità di curarsi in tempi adeguati. Avete tenuto insieme questi bisogni e i grandi passaggi che il Paese sta attraversando, perché è lì, nella vita quotidiana, che le persone devono poter vedere il risultato del lavoro politico. Ho apprezzato molto il passaggio sulle istituzioni che sanno ascoltare le critiche e riconoscere gli errori. È un richiamo che ci riguarda tutti: ascoltare davvero, anche quando quello che ci viene detto ci dà fastidio, richiede più forza che chiudersi nel proprio ruolo. Poi, Eccellenze, conoscendovi, che il digitale entrasse anche nel discorso della prima seduta del Consiglio un po’ ce lo aspettavamo. Adesso il richiamo è arrivato anche dalla Reggenza, quindi vediamo di darci una mossa. Questo naturalmente lo dico a noi qui nei banchi. Grazie quindi per quello che avete detto e per il modo in cui lo avete detto, e auguri di buon lavoro per questo semestre. Vengo solo per un attimo alla firma dell’accordo di associazione. Ne hanno già parlato in tanti e mi ritrovo nelle considerazioni del mio capogruppo, del mio presidente, ma anche di tanti altri consiglieri, e a quelle mi rimetto. Adesso c’è tanto lavoro da fare per dare seguito a questo passaggio, ma mentre lavoriamo a questa prospettiva dobbiamo affrontare anche i problemi che abbiamo davanti. Vengo quindi alla vicenda Giochi del Titano. Credo che qui dobbiamo tenere insieme due responsabilità: fare piena chiarezza e tutelare la credibilità del Paese. Però continuo a vedere una tendenza che mi lascia perplesso. Appena emerge una vicenda giudiziaria, tutta l’attenzione si concentra sul nome, sul retroscena, sul particolare più scabroso. Aspettiamo il dettaglio successivo e finiamo per discutere soltanto di quello. Nel frattempo, però, le domande politiche restano lì. Partirei da ciò che è stato fatto nell’immediato, perché va riconosciuto. La continuità aziendale è stata garantita. Si è evitato che la vicenda dei soggetti coinvolti fermasse l’attività della società. Questo conta per i lavoratori, per le loro famiglie e soprattutto per le entrate dello Stato. Ora si è parlato di un audit e di un riassetto organizzativo. Bene, sono passi giusti: servono a capire come funziona l’azienda, dove occorre intervenire e come rafforzarla per gli anni che vengono. È un’attività che deve andare avanti, perché la tutela di un’azienda pubblica passa anche dalla capacità di rivedere l’organizzazione e correggere quello che va corretto. Vorrei poi recuperare un aspetto: la collaborazione con l’Italia. In questa vicenda i due Paesi stanno collaborando negli accertamenti e anche questo merita attenzione. Dice qualcosa sul rapporto che abbiamo costruito e sul modo in cui le nostre istituzioni affrontano problemi seri. L’orgoglio del Paese comporta anche questo: pretendere che le cose funzionino, affrontare i problemi e riconoscere il lavoro di chi contribuisce a risolverli. Poi restano le considerazioni politiche che abbiamo posto come PSD in un recente comunicato. Le richiamo brevemente. La gestione pubblica del gioco ha dato risultati importanti, ha consentito di superare una stagione di scontri e di contese fra interessi diversi. Ma dopo tanti anni dobbiamo verificare anche quell’assetto. Lo Stato è proprietario, beneficia delle entrate e ha responsabilità di vigilanza. Dobbiamo essere sicuri che l’importanza di quelle entrate non ci faccia abbassare l’attenzione sui rischi del settore. C’è anche il tema della durata degli incarichi. Dopo permanenze molto lunghe è giusto chiedersi come garantire ricambio, continuità e autonomia dell’organizzazione dalle singole figure. È una questione che vale anche oltre la Giochi del Titano. Infine dobbiamo costruire altre fonti di reddito per il Paese. Per questo insistiamo sulla necessità di dare una direzione chiara e precisa allo sviluppo del Paese. Dobbiamo dare seguito a questo impegno anche attraverso le opportunità dell’accordo di associazione. Quindi, per riassumere, la continuità dell’azienda è stata assicurata. Ora bisogna portare avanti il lavoro sui controlli e sull’organizzazione, ma anche affrontare le questioni politiche che abbiamo richiamato. Credo che sia il modo più utile per tutelare la Giochi del Titano e per dimostrare nei fatti la fiducia che abbiamo nel nostro Paese.
