Un programma criminoso comune che, secondo le difese, non è stato dimostrato. È il punto su cui insistono i legali nel processo per associazione per delinquere legato alla cosiddetta Galassia Cis. Le richieste sono tutte di assoluzione: per gli avvocati, i rapporti professionali e personali tra gli imputati non bastano a provare l’esistenza di un sodalizio criminale e la partecipazione dei singoli.
Come riferisce L’Informazione di San Marino, nell’udienza davanti alla giudice Isabella Pasini hanno preso la parola i difensori di Ugo Granata, Raffaele Mazzeo, Roberto Moretti, Alberto Buriani, Marino Grandoni e Marco Mularoni.
A riassumere le contestazioni delle difese è una delle immagini utilizzate durante le arringhe: “Un’associazione per delinquere costruita a colpi di fascicoli che sono stati sovrapposti e non sulla base di prove, ma con vicende, illazioni e sospetti che come un fiume carsico scompaiono e poi riemergono”.
Il nodo, per i legali, è proprio questo: episodi già archiviati o passati attraverso processi conclusi anche con assoluzioni tornerebbero a sostenere l’accusa associativa. Una ricostruzione che le difese contestano, chiedendo di individuare le prove dell’accordo criminale e della consapevole adesione di ciascun imputato.
Nel corso degli interventi sono state sollevate anche obiezioni sull’attendibilità di alcune testimonianze, sull’utilizzabilità di determinate registrazioni e sulla prescrizione. Contestate, inoltre, le pretese economiche delle parti civili.
Per Ugo Granata, ex membro della vigilanza di BCSM, gli avvocati Giuseppe Gerbino e Massimiliano Rosti hanno messo in discussione una ricostruzione che, a loro giudizio, attribuirebbe un peso decisivo ai rapporti con Confuorti.
“Confuorti è ritenuto l’anima nera di questo processo e chi ha avuto un contatto con lui viene additato per condotte che si traducono in condanne”, ha sostenuto Gerbino.
La difesa ha richiamato il percorso professionale di Granata in Banca d’Italia, opponendolo alla rappresentazione del proprio assistito emersa nel procedimento. “Come si spiega che viene dipinto come un bandito col passamontagna?”, ha domandato il legale.
La conoscenza o la frequentazione di una persona, è la tesi difensiva, non dimostrano da sole una responsabilità penale. Per sostenere l’accusa di partecipazione a un’associazione servirebbero elementi ulteriori, capaci di provare il contributo del singolo a un progetto illecito condiviso.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle richieste risarcitorie. Nel resoconto del quotidiano viene richiamata una cifra di quasi 63 milioni di euro di provvisionali, contestata dalle difese sia sul piano della dimostrazione del danno sia su quello del collegamento con le condotte attribuite agli imputati.
Secondo i legali, occorre distinguere il danno eventualmente derivante dall’ipotizzata associazione da quello riferito ai singoli reati contestati come obiettivi del sodalizio, alcuni dei quali già affrontati in altri processi. Da qui la richiesta di respingere le pretese delle parti civili.
Sull’assenza di un accordo dimostrato si è concentrata anche la difesa di Marco Mularoni, ex vicedirettore di Banca Cis, rappresentato dagli avvocati Roberto Brancaleoni e Federico Fabbri Ercolani.
Brancaleoni ha sostenuto che il proprio assistito non abbia partecipato all’associazione ipotizzata dall’accusa, contestando la mancanza di elementi concreti sui tempi, sui soggetti coinvolti e sulle ragioni della sua presunta adesione.
“Non c’è un quando, non c’è un con chi e non c’è un motivo”, ha affermato.
Il difensore ha ricondotto la trasmissione di documentazione sui rapporti finanziari alle normali attività della banca. Ha inoltre ricordato che Mularoni è già stato assolto nel procedimento “500”, relativo alle operazioni sui titoli Demeter.
Per la difesa, attività professionali e firme sui documenti non possono diventare, da sole, la prova della partecipazione a un gruppo criminale: occorre dimostrare la consapevolezza e la volontà di contribuire al programma illecito.
La prossima udienza è fissata per il 5 novembre, quando proseguiranno gli interventi delle difese.
