Attualità

Hormuz resta chiuso, Teheran detta le condizioni agli Usa: cinque richieste per riaprire lo Stretto

Lo Stretto di Hormuz resta chiuso e l’Iran mette sul tavolo cinque condizioni per riaprirlo. Mentre in Oman proseguono i negoziati con gli Stati Uniti, Teheran alza la posta e chiarisce quali sono i punti sui quali pretende risposte da Washington.

A indicare le richieste è Mohammad Bagher Zolghadr, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. L’elenco comprende la fine del blocco navale, la revoca delle sanzioni contro l’Iran, il risarcimento dei danni provocati dalla guerra, il ritiro delle forze militari americane dalla regione e lo stop agli attacchi contro le milizie alleate di Teheran.

Una linea dura, nonostante dalla diplomazia iraniana continuino ad arrivare segnali sulla possibilità di raggiungere un’intesa. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha parlato infatti di un accordo vicino, precisando però che dovranno essere rispettati gli impegni contenuti nel memorandum sottoscritto a giugno.

La partita è pesantissima soprattutto sul fronte energetico. Da Hormuz passa circa un quinto del petrolio mondiale, oltre a una quota rilevante del gas naturale liquefatto trasportato via mare. Il protrarsi della chiusura rischia quindi di avere conseguenze sempre più pesanti sui prezzi dell’energia e sui mercati internazionali.

Da Washington filtra prudenza. Il vicepresidente JD Vance ha riconosciuto i progressi ottenuti grazie alla mediazione dell’Oman, senza però dare per imminente la conclusione della trattativa. Uno dei nodi più delicati resta la richiesta iraniana di risarcimenti per i danni di guerra, ipotesi che potrebbe incontrare una forte opposizione al Congresso americano.

La trattativa entra così nella fase più delicata: Teheran lega la riapertura di Hormuz a concessioni precise, mentre gli Stati Uniti devono decidere fino a dove spingersi per sbloccare una delle rotte energetiche più importanti al mondo.