L’accordo di associazione tra San Marino e Unione europea entra nell’ultimo miglio dopo un negoziato durato oltre dieci anni. A fare il punto sul percorso e sulle ricadute dell’intesa è il segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari, in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere Romagna. Sul tavolo ci sono le prossime tappe verso la ratifica, ma anche i vantaggi attesi per imprese, banche e cittadini, la questione del referendum e il caso Bulgaria.
Il calendario indicato prevede a settembre la pre-firma da parte degli Stati membri, seguita dalla firma della Commissione europea e dal passaggio al Parlamento europeo. L’accordo dovrà quindi tornare sul Titano per la ratifica in Commissione Esteri e in Consiglio Grande e Generale.
“Non ho mai perso la fiducia, il percorso è stato voluto anche dall’Europa”
Nell’intervista Beccari assicura di non aver mai considerato irraggiungibile l’obiettivo, nonostante i rallentamenti che hanno accompagnato la fase conclusiva del percorso.
“Non ho mai perso la fiducia per questo obiettivo, non per un cieco ottimismo ma perché si tratta di un percorso fortemente voluto anche dalla controparte europea godendo del supporto politico di tutti e 27 gli Stati membri. Le vicende che hanno rallentato il percorso non potevano compromettere il buon esito”, afferma il segretario agli Esteri.
Beccari risponde anche alle critiche arrivate dalle opposizioni: “I partiti di opposizione fanno il loro mestiere per cui è normale che pungolino il Governo seguendo la loro narrazione”. Aggiunge però che “chi intravedeva un fallimento, ha sbagliato valutazione”.
Referendum, Beccari: “Meglio fra qualche anno per valutare gli effetti dell’accordo”
Un passaggio dell’intervista riguarda la richiesta di un referendum sull’accordo di associazione, avanzata da Dml e da alcuni comitati. Beccari distingue tra chi considera la consultazione uno strumento legato alla rilevanza della materia e chi, a suo giudizio, vorrebbe utilizzarla sul piano dello scontro politico.
“I cittadini potranno e dovranno esprimersi in una fase successiva per valutare la bontà dell’accordo, posto che la firma non andrà a stravolgere la vita di nessuno né le peculiarità della nostra Repubblica”, sostiene.
Per il segretario agli Esteri sarebbe quindi preferibile valutare l’intesa dopo averne sperimentato concretamente gli effetti: “Meglio mirare a un referendum fra qualche anno come leva utile per misurare cosa eventualmente vada aggiustato”.
Mercato unico, per le imprese sammarinesi si allarga il raggio d’azione
È sul fronte economico che Beccari individua una delle conseguenze più importanti dell’associazione. “L’integrazione nel mercato unico avrà un impatto molto forte per le imprese di qualsiasi dimensione sullo scambio di merci e servizi che allargherà il mercato di riferimento superando restrizioni, barriere e complessità”.
L’obiettivo è consentire alle aziende sammarinesi di muoversi nel mercato europeo con meno ostacoli, creando allo stesso tempo un rapporto più strutturato tra il Titano e Bruxelles. Secondo Beccari, l’accordo permetterà a San Marino di “dialogare con l’Ue aggiustando il tiro e rendendo armoniosa l’integrazione”.
Banche e servizi finanziari, nuove opportunità con l’accesso al mercato europeo
Tra i settori sui quali l’accordo dovrebbe incidere maggiormente c’è anche quello bancario e finanziario. Beccari prevede “una ricaduta positiva per il nostro sistema finanziario superando le criticità del passato”.
Il segretario parla di “maggiori opportunità di business per le banche e un mercato più ampio ma anche l’opportunità di contare su servizi finanziari che oggi mancano”. Un passaggio che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe quindi ampliare le possibilità a disposizione sia degli operatori sia del sistema economico sammarinese.
Dalla sanità agli appalti, cosa dovrebbe cambiare per cittadini e imprese
L’intesa, sottolinea Beccari nell’intervista al Corriere Romagna, non riguarda soltanto le aziende. Le conseguenze dovrebbero interessare studio, lavoro, sanità, documenti e partecipazione agli appalti.
“Ad esempio chi si farà male, mentre si trova in un Paese europeo, non riceverà più una copertura assicurativa ma quella del proprio Stato”, spiega Beccari.
Il principio alla base dell’accordo, prosegue, è che “quest’intesa stabilisce un punto di equivalenza tra cittadini e imprese sammarinesi e quelli europei”. Da qui dovrebbe derivare la possibilità di affrontare diverse criticità attuali, “dai documenti non riconosciuti all’applicativo informatico sino alla possibilità di partecipare agli appalti”.
Il caso Bulgaria e il veto superato: “Il nuovo governo ha collaborato con San Marino”
Nell’intervista viene affrontato anche il capitolo Bulgaria, che ha contribuito a rallentare l’iter. Beccari collega la vicenda alle pressioni degli investitori bulgari dopo la mancata scalata alla Banca di San Marino e l’avvio di un’indagine.
“È evidente che c’è stata una pressione da parte degli investitori bulgari che hanno tentato di condizionare il nostro percorso con l’intervento del loro Paese”, afferma.
Il cambio di tre diversi governi bulgari avrebbe complicato ulteriormente il confronto. Con il nuovo esecutivo, sostiene Beccari, la situazione si è però sbloccata: “In un breve lasso di tempo dall’insediamento, l’attuale governo della Bulgaria ha preso in carico il dossier, verificato i fatti, collaborato a livello giudiziario con San Marino e poi tolto la riserva valutando che il decorso processuale era normale e dotato di tutte le garanzie”.
Il segretario agli Esteri precisa infine che, nonostante il rallentamento, “la Bulgaria non ha mai espresso una posizione formale o politica contro l’accordo”.
