Il 6 e 7 novembre il Centro Congressi Kursaal ospita la quindicesima edizione del Convegno Sale Operatorie ed Aree Interventistiche Chirurgiche, uno dei principali appuntamenti italiani per chi lavora nei blocchi operatori. Ogni anno supera i 350 partecipanti, è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e ha il patrocinio della Segreteria di Stato per la Sanità e dell’Ordine delle professioni infermieristiche di San Marino.
Venerdì alle 8, al banco delle registrazioni, si sentiranno gli accenti di mezza Italia. I relatori arrivano da Udine, Genova, Brescia, Salerno e Ancona. In platea siederà chi avrà fatto ore di autostrada, o il treno fino a Rimini più il pullman. Saranno ospiti.
Chi lavora a San Marino, per due giorni, fa il padrone di casa: conosce la strada, sa dove si parcheggia, sa dove portare a cena i colleghi.
In casa propria si sta comodi, anche perché da Milano a Cailungo i blocchi operatori si fanno le stesse domande.
Il programma, a leggerlo bene, ne è pieno.
La nuova figura dell’assistente infermiere nei blocchi operatori, gli organizzatori la presentano così: opportunità o difficoltà.
Il venerdì si apre con Alvisa Palese, ordinaria di Scienze infermieristiche all’Università di Udine, che parla delle lauree magistrali a indirizzo clinico, cioè di dove può crescere la professione. Nella lettera di presentazione, il responsabile scientifico Pasqualino D’Aloia annuncia che si parlerà di intelligenza artificiale e di «come riconoscere agli infermieri, anche economicamente, le competenze e le responsabilità esercitate».
Anche economicamente. Di solito è un discorso da macchinetta del caffè: stavolta ha un microfono.
Poi ci sono le cose che in sala si vivono ogni giorno e di cui si parla poco. Il fumo che l’elettrobisturi lascia nell’aria e che l’équipe respira intervento dopo intervento.
La trombosi venosa profonda, il rischio che in sala non si vede. La tracciabilità dei dispositivi nella sala robotica di Forlì. Sabato mattina Stefania Gurgone, infermiera della Chirurgia pediatrica di Rimini, parla di ipnosi clinica nell’assistenza perioperatoria. Sì, ipnosi. In sala operatoria. Intorno ci sono i workshop delle aziende che le sale operatorie le riforniscono ogni giorno, da B. Braun a Stryker, da Mölnlycke ad Ansell. È il genere di convegno da cui il lunedì si torna in reparto con qualcosa da provare.
San Marino, sul palco, c’è già: il sabato la sessione dedicata ai progetti dei reparti la modera anche un chirurgo dell’Ospedale di Stato, Nicola Cautero.
La quota è di 180 euro fino al 30 settembre, poi sale a 200.
Comprende kit congressuale, pranzo del venerdì, coffee break e attestato ECM.
Prima di pagare di tasca propria conviene passare dall’ufficio formazione.
Ci si può iscrivere anche come reparto, con un’unica fatturazione, che è pure il modo più semplice di andarci: insieme. Chi ha in reparto un progetto di cui va fiero può portarlo come poster entro il 30 settembre, con il 15% di sconto sulla quota.
Il 6 novembre alle 8 il Kursaal si riempirà di accenti di mezza Italia.
A fare gli onori di casa, di solito, è chi è di casa.
Il convegno è aperto a infermieri, coordinatori, strumentisti, OSS, ostetriche e medici.
Ci si iscrive online sul sito dell’AIFPS, aifps.it, oppure con la scheda da inviare via mail o WhatsApp. Per informazioni e iscrizioni di gruppo: 338 801 1403 e 335 560 0380.
