39 sì e nessun voto contrario: San Marino ha una legge sul fine vita. Ogni persona potrà scrivere in anticipo quali cure rifiutare.
Il Consiglio Grande e Generale ha approvato venerdì mattina, in seconda lettura, il progetto di legge di iniziativa popolare sul fine vita. Su 46 consiglieri presenti, 39 hanno votato a favore. Il testo disciplina le disposizioni anticipate di trattamento, il consenso informato, la pianificazione condivisa delle cure e le cure palliative. Restano escluse espressamente l’eutanasia e il suicidio medicalmente assistito.
Il passaggio più discusso ha riguardato i costi. Gaetano Troina, di Domani Motus Liberi, ha segnalato che notaio e registrazione potevano costare almeno 70 euro. I lavori sono stati sospesi. Alla ripresa tutti i gruppi hanno trovato l’accordo: le DATS saranno esenti da registrazione, imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo. Il notaio resta una possibilità, non un obbligo.
Ora serve il modulo con cui i cittadini indicheranno le proprie volontà. Il Segretario di Stato alla Sanità Massimo Andrea Ugolini ha confermato che la Direzione Generale dell’ISS partirà dopo la pubblicazione della legge. Il decreto delegato dovrà arrivare entro 60 giorni. Repubblica Futura si è astenuta: per Renzi è “un punto di partenza”.
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