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Attualità

Diritti, il PSD: “Le Istanze hanno aperto delle porte, ora bisogna attraversarle”

Due Istanze accolte, una terza che non chiude la partita ma apre un nuovo percorso. Il PSD tira le somme dopo il confronto in Consiglio Grande e Generale sulle Istanze d’Arengo 47, 48 e 49, dedicate alla transizione di genere e al riconoscimento e alle tutele delle famiglie omogenitoriali. Per il partito il risultato è positivo, ma il messaggio è chiaro: adesso gli impegni presi in Aula devono diventare fatti.

“Le Istanze d’Arengo n. 47, 48 e 49 hanno portato in Aula questioni diverse ma legate da un filo comune: il riconoscimento delle persone, dei figli, delle relazioni familiari e delle responsabilità che già esistono nella vita quotidiana”, sottolinea il Partito dei Socialisti e dei Democratici, che esprime soddisfazione per l’esito del dibattito. Due delle tre Istanze sono state accolte, mentre sulla terza è stato approvato un ordine del giorno condiviso da PSD, PDCS, AR e dai consiglieri indipendenti Cecchetti e Pelliccioni.

Uno dei fronti riguarda la transizione di genere. “San Marino dovrà finalmente dotarsi di una disciplina chiara. Non si tratta soltanto di modificare un nome o un dato nei documenti. Dietro quel passaggio c’è una persona, con la propria identità e con un percorso che merita di incontrare nello Stato regole, tutele e rispetto”, si legge nel comunicato.

L’altro grosso capitolo è quello delle famiglie omogenitoriali. Su questo il PSD parte da un dato che considera molto semplice: queste famiglie esistono già e con loro esistono figli, affetti e responsabilità quotidiane. “Quando la realtà corre più avanti del diritto, la politica ha il compito di interrogarsi su come dare certezza e tutela alle situazioni che la vita ha già prodotto”, sostiene il partito.

Il PSD giudica quindi importante l’approvazione dell’Istanza sulla registrazione degli atti di nascita e di adozione formati all’estero. Più complesso il confronto sulla responsabilità genitoriale, dove sono emerse posizioni differenti. Ed è proprio qui che entra in gioco l’ordine del giorno approvato: si dovrà capire quali tutele siano già possibili con le norme attuali e dove, invece, servano nuove regole. Il termine indicato è febbraio 2027, quando il lavoro dovrà tornare nelle sedi istituzionali con delle risposte.

Per il PSD, dunque, il grosso del lavoro comincia ora. “Il PSD seguirà con attenzione tutti i passaggi previsti: dalla disciplina sulla transizione di genere al riconoscimento degli atti di nascita e di adozione formati all’estero, fino alle tutele dei figli nelle famiglie omogenitoriali”.

E la chiusura del comunicato mette nero su bianco la tabella di marcia: “La scadenza è febbraio 2027. Le Istanze d’Arengo hanno aperto delle porte. Adesso bisogna attraversarle. Con le leggi, con gli atti necessari e con risultati che entrino davvero nella vita delle persone. Il PSD farà la sua parte perché gli impegni assunti in Consiglio diventino fatti”.