Riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, registrazione degli atti di nascita e adozione formati all’estero e rettifica dei dati nei registri dello Stato Civile per chi ha intrapreso un percorso di affermazione di genere. Sono i temi al centro di tre Istanze d’Arengo che approderanno nella prossima sessione del Consiglio Grande e Generale e sulle quali RETE annuncia il proprio sostegno.
“Con la prossima sessione del Consiglio Grande e Generale arriveranno in Aula tre Istanze d’Arengo che pongono un interrogativo chiave: le nostre leggi sono al passo con i tempi e in grado di riconoscere tutte le persone e le famiglie che esistono nel Paese?” – si legge nel comunicato diffuso dal movimento.
Le tre proposte, presentate dall’Associazione 121, intervengono su ambiti distinti. “La prima Istanza riguarda la registrazione a San Marino degli atti di nascita e di adozione formati all’estero per le famiglie omogenitoriali. La seconda chiede che, anche nelle famiglie omogenitoriali, entrambi i genitori vengano riconosciuti nei registri dello Stato Civile e possano assumere pienamente le proprie responsabilità genitoriali“.
La terza Istanza riguarda invece il riconoscimento nei documenti ufficiali dell’identità di genere. La proposta, spiega RETE, punta a “disciplinare con chiarezza la possibilità, per chi ha intrapreso un percorso di affermazione di genere, di rettificarlo nei registri e nei documenti dello Stato Civile”.
Pur affrontando questioni differenti, per il movimento le tre proposte hanno un elemento comune. “Sono questioni differenti, ma legate da un filo rosso: quando la legge non riconosce una realtà che già esiste, a rimanere senza piena tutela sono le persone che la vivono” – prosegue il comunicato.
Da qui la scelta di RETE di sostenere le tre Istanze d’Arengo durante il passaggio consiliare. “RETE è sempre dalla parte dei diritti e anche in questo caso sosterrà convintamente le tre Istanze presentate dall’Associazione 121. Continueremo ad impegnarci perché San Marino non escluda nessuno, lasciandolo senza tutele di fronte alle Istituzioni“, conclude il movimento.
