Via libera al rinnovo del contratto del pubblico impiego, con un riconoscimento economico del 3% per il 2025 e un anticipo del 2% per il 2026. Un’intesa che il Partito dei Socialisti e dei Democratici (PSD) accoglie positivamente, mettendo al centro il recupero del potere d’acquisto dei dipendenti pubblici e indicando come prossimo passaggio la trasformazione della Pubblica Amministrazione.
“La firma dell’accordo per il pubblico impiego è una buona notizia per migliaia di lavoratori e per le loro famiglie. Il riconoscimento del 3% per il 2025 e l’anticipo del 2% per il 2026 rappresentano un primo passo importante per recuperare almeno una parte del potere d’acquisto perso negli ultimi anni” – si legge nel comunicato diffuso dal PSD.
Il partito richiama in particolare l’andamento del costo della vita. “Dal 2014 a oggi i prezzi sono aumentati di oltre il 20%, mentre le retribuzioni dei dipendenti pubblici sono cresciute molto meno e sono aumentati anche i contributi a carico dei lavoratori. Dietro questi numeri ci sono le famiglie: la spesa, le bollette, i mutui, gli affitti e un costo della vita diventato più pesante”.
Per il PSD, la questione non riguarda soltanto il settore pubblico. “Difendere il potere d’acquisto di chi lavora è una priorità, nel settore privato come in quello pubblico” – prosegue la nota –. Il partito sottolinea quindi “il risultato raggiunto e il lavoro portato avanti dal Segretario di Stato agli Affari Interni Andrea Belluzzi, insieme alla delegazione di Governo, alla Funzione Pubblica e alle organizzazioni sindacali”.
Accanto agli aspetti economici, il PSD lega il rinnovo contrattuale alla qualità dei servizi pubblici. “Quando parliamo di pubblico impiego parliamo anche dei servizi di tutti. Pubblici sono l’ospedale nel quale ci curiamo, le scuole nelle quali crescono i nostri figli, la sicurezza, la cura delle strade e tanti servizi che utilizziamo ogni giorno. Valorizzare il lavoro pubblico significa migliorare la qualità dei servizi e la vita di tutto il Paese“.
Per il partito, tuttavia, l’intesa appena raggiunta rappresenta soltanto la prima parte del percorso. Il prossimo passaggio sarà quello della riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, anche in vista dell’Accordo di Associazione con l’Unione europea e dell’ingresso nel mercato unico.
“L’accordo economico è un primo passo. Adesso si apre la seconda parte di questo percorso: trasformare la Pubblica Amministrazione per preparare San Marino all’Accordo di Associazione e al mercato unico europeo. Servirà una PA più semplice e veloce, capace di utilizzare le nuove tecnologie, valorizzare professionalità e responsabilità e rispondere meglio alle esigenze di cittadini e imprese”.
Una trasformazione che, secondo il PSD, dovrà accompagnare il percorso europeo della Repubblica: “Il percorso europeo richiederà un salto di qualità: una Pubblica Amministrazione moderna, capace di accompagnare il cambiamento del Paese“.
Il partito conclude assicurando il proprio impegno sia sul fronte delle retribuzioni sia su quello della riforma dell’apparato pubblico. “Il PSD sarà dalla parte dei lavoratori e delle loro famiglie, nella difesa delle retribuzioni e del potere d’acquisto, e sarà impegnato perché questa nuova stagione contrattuale accompagni la trasformazione della PA. Lavoratori valorizzati e servizi migliori per tutti: le due cose devono andare insieme“.
