Read in English
Attualità

Archiviata la legge sulla famiglia, il Consiglio riparte dalle residenze. Sul tavolo il decreto sugli stranieri, poi una lunga agenda: fine vita, giustizia, violenze sul lavoro, casa e Istanze d’Arengo

Archiviata la legge sulla famiglia, il Consiglio Grande e Generale cambia capitolo. Dopo una giornata politica segnata dal via libera al provvedimento contro la denatalità, con l’astensione di Rete, Repubblica Futura e Domani – Motus Liberi, oggi l’Aula torna a riunirsi e riparte dal comma 7, quello dedicato alla ratifica dei decreti.

Il primo dossier sul tavolo è il decreto delegato 115 del 10 agosto, che modifica la legge sull’ingresso e la permanenza degli stranieri in Repubblica. Un tema tutt’altro che secondario, perché si torna a parlare di residenze, materia da tempo al centro del confronto politico sammarinese.

Il decreto interviene in particolare sulle residenze atipiche fiscali e su quelle concesse per motivi imprenditoriali. Tra le modifiche c’è il chiarimento sull’imposta sostitutiva, con un minimo di 10mila euro, applicata anche a chi ottiene la residenza attraverso il ricongiungimento familiare, con l’esclusione dei figli a carico. Viene inoltre eliminato, per alcuni lavoratori con permesso temporaneo, l’obbligo di uscire periodicamente dalla Repubblica per poi rientrare. Sul fronte delle residenze imprenditoriali saltano invece il riferimento ai settori individuati attraverso i codici Ateco e uno specifico requisito legato ai 40 anni.

Un provvedimento sul quale maggioranza e opposizione hanno già cominciato a misurarsi. Repubblica Futura contesta soprattutto il metodo e chiede quando arriverà una riforma organica delle residenze. Domani – Motus Liberi parla invece di una sorta di “mini-riforma” e pone una questione più politica: prima di utilizzare la residenza come leva, secondo D-ML, San Marino dovrebbe decidere quali imprese e quali investimenti intende realmente attirare.

Ma quello sulle residenze è soltanto uno dei passaggi di una sessione consiliare ancora molto lunga e carica di temi delicati.

Più avanti nell’ordine del giorno c’è infatti la seconda lettura della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento sanitario e sul fine vita, progetto di iniziativa popolare destinato inevitabilmente a riportare in Aula un confronto politico ed etico molto acceso.

Ci saranno poi la riforma del controllo preventivo di legittimità, le nuove disposizioni fiscali per il settore bancario, finanziario e assicurativo e le modifiche al regolamento del Consiglio. Atteso anche il riferimento del Congresso di Stato sulle iniziative per la tutela degli interessi dello Stato e il recupero patrimoniale.

Tra i passaggi politicamente più sensibili figura inoltre il dibattito sulle relazioni relative alla vicenda degli abusi sessuali su minori, mentre arriverà in prima lettura, con richiesta di procedura d’urgenza, la legge sulla prevenzione e il contrasto della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro.

E nell’agenda tornano anche alcuni dei problemi che hanno fatto da sfondo proprio alla discussione sulla famiglia. Tra questi la casa, con il progetto di legge sulle misure di sostegno all’edilizia sociale, oltre alla riforma degli organismi che si occupano dell’accertamento della disabilità e del collocamento mirato.

Nel menu della sessione restano infine la relazione sullo stato della giustizia nel 2025 e le Istanze d’Arengo.

Dopo il lungo confronto sulla famiglia, dunque, per il Consiglio non c’è praticamente tempo di tirare il fiato. Da oggi si riparte dalle residenze, ma dietro l’angolo ci sono alcuni dei dossier più delicati della sessione: fine vita, giustizia, casa, violenza sul lavoro e abusi sui minori. Una seconda parte dei lavori che si annuncia decisamente più politica della prima.