«Un’ottima risposta» al problema della denatalità e un provvedimento del quale essere «orgogliosi». È il giudizio di Guerrino Zanotti (Libera) sul progetto di legge dedicato alla famiglia e alla natalità, discusso e approvato dal Consiglio Grande e Generale. Libera ha espresso voto favorevole, rivendicando il salto di qualità compiuto con le nuove misure.
Zanotti ha riconosciuto che una legge da sola non può invertire il calo delle nascite, fenomeno che affonda le proprie radici anche nei cambiamenti sociali e culturali avvenuti negli ultimi decenni. Il compito della politica, ha sottolineato, è però quello di creare le condizioni affinché maternità e paternità possano essere vissute con meno preoccupazioni. Un obiettivo che, secondo Libera, con questo provvedimento è stato raggiunto.
Il consigliere ha richiamato il rafforzamento degli aiuti economici, dei permessi retribuiti e del congedo parentale, il passaggio del congedo di paternità da 10 a 20 giorni, le nuove tutele per la malattia dei figli e le misure contro il mancato rinnovo dei contratti a termine o il licenziamento legati alla maternità. A questi si aggiungono gli interventi sul fronte previdenziale.
Zanotti non ha escluso la necessità di continuare a lavorare su altri nodi, a partire da accesso alla prima casa, redditi e distribuzione della ricchezza, ma ha respinto l’idea che questi problemi ridimensionino la portata della legge. Ha inoltre citato la lettera con cui neomamme e future mamme avevano chiesto di accelerarne l’approvazione come un riconoscimento concreto dell’importanza delle misure.
Di seguito l’intervento integrale.
Guerrino Zanotti (Libera): «Notoriamente non sono solito entusiasmarmi oltremodo per i provvedimenti che vengono emanati da quest’Aula, dal Consiglio Grande e Generale, anche quando si tratta di atti e norme positive che danno un riscontro al lavoro svolto. In questo caso, invece, l’ho fatto anche in sede di dibattito generale perché ritengo, e lo ribadisco in questa dichiarazione di voto, che questo progetto di legge rappresenti una buona, anzi un’ottima risposta al problema del quale dibattiamo in quest’Aula e fuori da quest’Aula ormai da diverso tempo, purtroppo non da tanto quanto il problema stesso avrebbe richiesto: quello della denatalità. Noi riteniamo che le risposte a un problema come quello della denatalità non risiedano solo ed esclusivamente in ciò che quest’Aula è in grado di realizzare. Ribadisco comunque che ciò che stiamo per approvare è un ottimo lavoro, perché il fenomeno affonda le sue radici anche in una trasformazione sociale e culturale della nostra società. Sessanta o settant’anni fa eravamo una civiltà rurale, nella quale la nascita di un figlio, soprattutto se maschio, rappresentava una risorsa. Oggi, purtroppo, la nascita di un figlio rischia invece di diventare fonte di preoccupazioni. Insisto su questo: non è con questa legge, o con una legge in generale, che siamo in grado di modificare o invertire una rotta che purtroppo ha radici più profonde e che non riguarda soltanto i temi che abbiamo affrontato. Sicuramente non siamo in grado di invertirla da soli, però il ruolo che devono svolgere una maggioranza e un Governo è quello di fornire strumenti e creare condizioni che permettano di vivere una maternità e una paternità senza le preoccupazioni di cui parlavamo. Credo che l’obiettivo che ci siamo posti sia stato raggiunto con questa legge, che interviene su diversi temi. Interviene sul piano economico, rafforzando strumenti esistenti e creandone di nuovi a supporto della madre e dei genitori, riconoscendo indennità economicamente più consistenti; interviene con permessi retribuiti, come quello per le visite mediche dei bambini; porta il congedo di paternità da 10 a 20 giorni; rafforza il congedo parentale, aumentando le percentuali dell’indennità e prevedendo un minimo garantito; introduce, come abbiamo discusso anche questa mattina, l’indennità economica di malattia che copre i periodi di malattia dei figli. Ci sono poi interventi anche sul piano dei principi, che riteniamo sacrosanti, come la nullità del mancato rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato e la nullità del licenziamento della madre in ragione della maternità. Sono stati introdotti importanti interventi anche a livello previdenziale, con la riduzione dei disincentivi e con la diminuzione della quota per il pensionamento. Sono veramente tanti interventi che, complessivamente, danno la misura di ciò che rappresenta questo progetto di legge. Poi ci sono le critiche, ad esempio quella secondo cui la denatalità sarebbe figlia anche della difficoltà di accedere alla casa. È vero, l’accesso alla prima casa è un problema e ne siamo consapevoli. Credo che il Governo debba farsene ulteriormente carico, perché anche noi riteniamo che possa diventare un ostacolo al mettere su famiglia. Anche la politica dei redditi e la distribuzione della ricchezza sono argomenti importanti. Credo però altrettanto che con questa legge sia stato fatto un salto di qualità importante, anche attraverso un cambio di paradigma rispetto a ciò che era stato fatto in passato. Sta qui la bontà complessiva degli interventi previsti dal progetto di legge. Se ne potevano prevedere altri? Per carità, certo. Non siamo qui a dire che non si potesse fare assolutamente nulla di diverso. Però il fatto stesso che ci sia stata una lettera da parte di neomamme e future mamme che chiedevano di fare presto, perché questa legge era importante per loro, credo sia già un attestato di riconoscimento di un lavoro fatto come si deve. Il mio intervento è quindi per dichiarare il voto favorevole di Libera e per congratularci anche con la Segreteria, con il Segretario e con il suo staff, che hanno lavorato con volontà e, credo, con buon profitto. Penso che di provvedimenti di legge come questo si debba essere anche in qualche modo orgogliosi, perché credo vadano nella direzione giusta».
