Centinaia di sostenitori del partito di destra Diritto e Giustizia (PiS) hanno manifestato davanti alla Corte costituzionale polacca, nella notte tra venerdì e sabato, dopo la sospensione del presidente Bogdan Święczkowski e del vicepresidente Bartłomiej Sochański.
A deciderla sono stati cinque giudici eletti dal parlamento con il sostegno della maggioranza filoeuropea. Ai due vertici, vicini al PiS, viene contestato di ostacolare l’insediamento dei giudici scelti dall’attuale maggioranza.
Il presidente della Repubblica Karol Nawrocki, anch’egli vicino al PiS, ha interrotto una visita ufficiale in Senegal per tornare a Varsavia. Ha denunciato una violazione dell’ordine costituzionale, accusando il governo di voler prendere il controllo della Corte con la forza.
Verso l’una di notte Nawrocki ha attraversato il cordone della polizia ed è entrato nell’edificio. Dopo alcune ore di colloqui con i giudici, ha annunciato l’intenzione di incontrare tutti i partiti per cercare una soluzione.
Al centro dello scontro c’è anche la legittimità dei cinque nuovi componenti. Nawrocki si è rifiutato di riceverne il giuramento, contestando tempi e procedure delle nomine e le qualifiche di uno di loro, Maciej Berek.
L’indipendenza della Corte è oggetto di controversie da anni. Durante i governi del PiS, dal 2015 al 2023, le nomine irregolari di giudici vicini al partito avevano provocato ripetute critiche dell’Unione Europea.
Il governo di Donald Tusk punta a superare le riforme introdotte dal PiS, ma incontra le resistenze del presidente e le divisioni della propria maggioranza. Anche alcuni giuristi critici verso la destra hanno espresso riserve sulla sospensione dei vertici della Corte.
