Repubblica Futura chiede al Congresso di Stato di chiarire le scelte compiute nelle cause Casali e Simoncini davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, dalle richieste di ricusazione del giudice Gilberto Felici agli incontri tra rappresentanti del Governo e vertici della Corte.
L’interrogazione, per la quale è richiesta risposta scritta, affronta anche il procedimento per calunnia nei confronti del difensore di Ingrid Casali, successivamente archiviato, e le dimissioni del giudice di Terza Istanza che aveva pronunciato l’assoluzione della ricorrente.
Il gruppo consiliare parte dalla sentenza Casali del 22 ottobre 2026. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la Quinta Sezione della Corte ha accertato all’unanimità la violazione del diritto a un tribunale costituito per legge e della libertà di espressione, condannando San Marino a un risarcimento di 24mila euro.
Al centro della vicenda c’è la decisione del 5 ottobre 2024 con cui il giudice per i Rimedi Straordinari aveva accolto la querela nullitatis della parte civile, annullando senza rinvio l’assoluzione pronunciata in Terza Istanza e facendo rivivere la condanna.
RF richiama il passaggio nel quale la Corte ritiene che quel giudice “non era un tribunale costituito per legge, data sia la mancanza di qualsiasi base giuridica per tale azione sia l’assenza di qualsiasi competenza a decidere su di essa”.
Il partito sottolinea che la querela nullitatis richiamata nella decisione è prevista esclusivamente per il processo civile.
I consiglieri domandano quindi quale magistrato abbia emesso quella sentenza e se nei suoi confronti siano stati eventualmente avviati procedimenti disciplinari.
Un altro punto riguarda la condotta del Governo davanti alla Corte europea. Nell’interrogazione si ricorda che l’Esecutivo aveva chiesto la ricusazione del giudice nominato in rappresentanza di San Marino e aveva eccepito l’abuso del diritto di ricorso, facendo riferimento anche all’appartenenza della ricorrente e del suo difensore a Repubblica Futura.
RF cita la risposta della Corte, secondo cui le deduzioni del Governo “non solo sono prive di qualsiasi rilevanza rispetto alla tesi dell’abuso del diritto di ricorso, ma denotano anche una forte tensione politica a livello interno” e “la Corte non è una sede per l’espressione di tali ostilità”.
L’interrogazione richiama inoltre la preoccupazione espressa dai giudici europei per il riferimento del Governo alla fase non contenziosa del procedimento.
Per Repubblica Futura, la ricusazione e il richiamo all’appartenenza politica “costituiscono iniziative di particolare gravità istituzionale, delle quali gli interpellanti hanno diritto di conoscere origine e responsabilità”.
La richiesta è di sapere se le ricusazioni di Gilberto Felici siano state deliberate dal Congresso di Stato oppure richieste da un singolo Segretario di Stato, indicandone in questo caso il nome.
Il quesito riguarda anche la causa Simoncini, conclusa, secondo quanto ricostruito da RF, con la sentenza del 19 febbraio 2026, una condanna al pagamento di 160mila euro e l’accertamento delle violazioni degli articoli 6 e 8 della Convenzione. Anche in quel procedimento, ricorda il gruppo, erano state respinte una richiesta di ricusazione e un’eccezione di abuso del diritto di ricorso.
Il partito chiede poi una ricostruzione degli incontri con i rappresentanti della Corte europea. Nell’interrogazione viene citata una missione dei Segretari di Stato Luca Beccari e Stefano Canti, avvenuta dopo la pubblicazione della sentenza Simoncini, della quale RF afferma non sia stato reso pubblico l’oggetto.
I consiglieri vogliono conoscere numero e date degli incontri, partecipanti, eventuale presenza di magistrati sammarinesi, contenuti affrontati e canali utilizzati per organizzarli.
Chiedono inoltre se si sia discusso di procedimenti pendenti o già decisi riguardanti la Repubblica.
“Eventuali contatti tra membri del Governo e la Corte europea dei diritti dell’uomo, in pendenza di ricorsi nei confronti della Repubblica, richiedono la massima trasparenza a tutela dell’indipendenza e dell’imparzialità della Corte e del prestigio della Repubblica”, sostiene RF.
L’interrogazione affronta anche il procedimento per calunnia nei confronti del difensore di Ingrid Casali, avviato dopo una segnalazione del dirigente del Tribunale mentre era ancora pendente il giudizio di Terza Istanza.
Secondo la ricostruzione riportata, il fascicolo fu archiviato il 30 ottobre 2024 per mancanza dell’elemento soggettivo.
RF domanda chi abbia effettuato la segnalazione e quali magistrati abbiano promosso e condotto il procedimento.
Quanto al giudice di Terza Istanza autore dell’assoluzione poi annullata, il gruppo ricorda una lettera del 22 ottobre 2024 indirizzata ai massimi organi nazionali e a rappresentanti del Consiglio d’Europa, nella quale erano state sollevate preoccupazioni sull’indipendenza della magistratura.
La lettera, riferisce RF, fu criticata dal Consiglio Giudiziario con una delibera del 6 novembre successivo.
Il magistrato ha poi rassegnato le dimissioni: i consiglieri chiedono quando e a quale organo siano state presentate, con quali motivazioni e quale seguito abbiano avuto.
Al Governo viene infine domandato se intenda chiedere il rinvio della causa Casali alla Grande Camera, sulla base di quali valutazioni e con quali costi stimati.
RF richiede che alla risposta siano allegati gli atti prodotti nei procedimenti europei, le richieste di ricusazione, le lettere del magistrato, la delibera del Consiglio Giudiziario e la corrispondenza intercorsa tra dirigente del Tribunale, Segreterie di Stato e Avvocatura dello Stato sulle due cause.
