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Crediti deteriorati dal 61% al 15%: San Marino accelera verso l’Ue

I crediti deteriorati delle banche sammarinesi erano il 61,3% nel 2019. Oggi sono il 14,7%.

I crediti deteriorati delle banche sammarinesi erano il 61,3% nel 2019. Oggi sono il 14,7%.

La Banca centrale di San Marino vuole accorciare i tempi dell’integrazione finanziaria europea. L’accordo di associazione prevede un percorso che può durare fino a 15 anni. L’intesa è stata firmata il 19 ottobre. Lo scrive Carlotta Scozzari su Affari Finanza di Repubblica. L’accesso ai mercati non sarà automatico: procederà per comparti, dopo le verifiche su regole, vigilanza e solidità del sistema.

La presidente di Bcsm Catia Tomasetti punta a completare il percorso più rapidamente: alcuni settori risultano già allineati agli standard europei. Intanto la raccolta bancaria è cambiata. Oggi vale 7,3 miliardi di euro, contro i 14,5 miliardi del 2008. La quota dei non residenti è scesa da oltre il 60% a meno del 10%.

Il passaporto europeo permetterebbe agli operatori sammarinesi di lavorare nell’Unione in condizioni di reciprocità. Per famiglie e imprese significa più scelta e più concorrenza. Restano però vicende aperte: sulla tentata scalata alla Banca di San Marino da parte di Starcom Holding il processo inizia il 29 ottobre.

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Videonotizia di Insider.sm: il racconto in novanta secondi di un fatto già pubblicato e verificato dalla redazione. Testo redatto con l’assistenza dell’intelligenza artificiale sull’articolo originale; voce sintetica. Responsabilità editoriale della redazione di Insider.

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