Circa 475 milioni di dollari a sostegno dei repubblicani per le elezioni di metà mandato del 3 novembre. È la somma attribuita a Elon Musk dal New York Times, tra contributi ai comitati elettorali e finanziamenti alle organizzazioni politiche esterne.
Tra i destinatari figurano il Senate Leadership Fund, che sostiene i candidati repubblicani al Senato, e America PAC, finanziato dallo stesso Musk e attivo anche nella mobilitazione degli elettori.
Il proprietario di X guarda già alle presidenziali del 2028. In un messaggio sulla piattaforma ha sostenuto che un controllo contemporaneo dei democratici su Casa Bianca, Camera e Senato metterebbe a rischio la democrazia americana, aprendo la strada a un sistema a partito unico.
Per evitarlo, Musk indica un obiettivo: almeno 51 senatori repubblicani nel 2029, sufficienti per mantenere la maggioranza nell’aula composta da cento membri.
Lo scenario evocato riguarda però il futuro. Oggi sono i repubblicani a controllare la presidenza e i due rami del Congresso, con Donald Trump alla Casa Bianca.
Sul fronte opposto si muove Reid Hoffman, imprenditore e finanziatore democratico, un tempo vicino a Musk e oggi suo avversario politico. Hoffman ha destinato 16,5 milioni di dollari a James Talarico, candidato democratico al Senato in Texas.
