Gaetano Troina (D-ML) interviene al comma 21 del Consiglio Grande e Generale, dedicato alla variazione al bilancio di previsione dello Stato e degli enti pubblici per l’esercizio finanziario 2026. Di seguito l’intervento integrale.
Gaetano Troina (D-ML): Chiudo questo dibattito approfondendo alcuni temi toccati dai colleghi intervenuti prima di me, ma soprattutto sottolineando un aspetto che continuiamo a ribadire ogni volta che ci troviamo a discutere, quantomeno nell’ultimo anno, il bilancio e le variazioni al bilancio: la mancanza di pianificazione e di idee su quelli che saranno i futuri progetti significativi per il nostro Paese.
Una volta, almeno negli ultimi anni, il bilancio e le variazioni erano lo strumento che maggioranza e opposizione utilizzavano per presentare proposte e illustrare iniziative che, nel breve o nel lungo periodo, avrebbero interessato la cittadinanza.
Lo scorso anno, per bypassare lo stallo che poteva derivare da dibattiti fiume sia in autunno sia sul bilancio di dicembre, vi siete inventati la legge sviluppo, che purtroppo si è dimostrata tutt’altro che una legge sviluppo.
Dopo il fallimento di quell’iniziativa, sostanzialmente non avete più utilizzato lo strumento normativo per prevedere o illustrare progetti in quest’aula.
Onestamente comincia a diventare un problema, perché continuiamo a ricevere annunci tramite i giornali e comunicazioni nelle commissioni di progetti anche megalomani, importanti o comunque significativi per il nostro Paese, senza la minima illustrazione dei dettagli, delle tempistiche o di dove si intendano reperire le risorse.
Si lasciano sostanzialmente i cittadini in attesa di scoprire qualcosa di più, non si sa bene quando. Ne ricordo alcuni, e li tiro fuori ormai a ogni occasione perché la politica, la maggioranza e il governo ad oggi non ci hanno dato una risposta: la questione del bacino idrico promesso nella zona del Torello, il reperimento di energia elettrica sia con l’impianto di Visano sia con il nuovo impianto.
Sono tutte iniziative e progetti che ci sono stati soltanto annunciati e proclamati in aula senza uno straccio di documento.
Qui i mesi passano e continuiamo a vedere, e passo alla seconda parte del mio intervento, un costante aumento delle spese ogni volta che discutiamo del bilancio dello Stato.
C’è qualcosa che non ci torna, perché, se le spese aumentassero a fronte dell’inizio dei lavori per realizzare queste infrastrutture, lo comprenderemmo. Invece assistiamo soltanto all’aumento delle spese senza un correlato inizio dei lavori o comunque della realizzazione di opere per la nostra Repubblica.
Nella parte relativa alle uscite continuo a vedere, ad esempio, un aumento di quasi 20 milioni di spesa corrente. Vedo un totale delle uscite che, rispetto a quelle preventivate, è vero, è leggermente in diminuzione, però sono diminuiti anche alcuni importi relativi alle entrate derivanti dall’accensione di mutui e prestiti.
Vedo che entreranno 50 milioni in meno, 40 milioni in meno rispetto a quanto preventivato.
Non è proprio facile decifrare questi dati presentati in questo modo ed è indubbio che stiamo continuando a spendere risorse della cittadinanza in maniera importante.
Alcuni colleghi sottolineavano giustamente che sono stati previsti 2 milioni di euro per la problematica legata all’arbitrato a Washington. Anche qui mi trovo molto d’accordo con quanto detto dai colleghi prima di me.
È giusto, e la risposta ovviamente è no, che siano i cittadini, la collettività, con i propri versamenti di tasse e imposte a vario titolo, a dover pagare quello che lo Stato andrà a spendere a fronte di una vicenda che ha tutt’altro a che vedere con la gestione dello Stato? Perché deve essere sempre la collettività a pagare gli errori che fa la politica?
Questa cosa, già difficilmente sopportabile nei momenti in cui l’economia in generale va bene, non è sopportabile in un momento in cui la gente fa fatica.
La gente fa fatica ad arrivare a fine mese, non riesce a pagare le spese mensili che si trova a fronteggiare e noi continuiamo a chiederle, tramite l’aumento delle imposte IGR, del costo dell’energia e tanti aumenti che sostanzialmente avvengono ogni mese, nuove risorse, sempre più risorse, che poi nei fatti sono destinate a pagare gli errori commessi da qualcuno.
In questo Paese, ma in generale è un problema della politica, quando qualcuno sbaglia, invece di venire qui a chiedere scusa e dire “Ho sbagliato”, fa pagare i cittadini.
Si fa presto così. Ma l’assunzione di responsabilità di chi ha commesso gli errori dov’è?
Non si può dire: “Alle prossime elezioni i cittadini decideranno e si ricorderanno di chi ha commesso gli errori”. Facile così, perché intanto le risorse dello Stato sono state spese in questo modo e la responsabilità politica si trasforma in qualche voto in più o in meno alle prossime elezioni.
Intanto, però, i milioni sono usciti. Non è possibile che nessuno in questo Paese, quando sbaglia, paghi. Non può passare questo messaggio.
