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Social ai minori: “non è proibizionismo”

17 miliardi di dollari: tanto ha accettato di pagare Meta per chiudere una causa negli Stati Uniti sulla dipendenza dei giovanissimi.

17 miliardi di dollari: tanto ha accettato di pagare Meta per chiudere una causa negli Stati Uniti sulla dipendenza dei giovanissimi.

Lo scrive Gerardo Giovagnoli in un intervento pubblicato su insider.sm. Giovagnoli risponde a un contributo di Michele Muratori sulle nuove devianze giovanili. Dissente su un punto: vietare i social ai minori non è proibizionismo. Ai minori, ricorda, sono già vietati alcolici, guida dell’automobile e porto d’armi. Il criterio è il danno possibile per sé o per gli altri.

L’autore cita una causa conclusa il 26 agosto negli Stati Uniti, mossa da un gruppo bipartisan di stati. Accusava Meta di aver progettato Instagram e Facebook per creare dipendenza compulsiva nei giovanissimi. L’azienda ha accettato un accordo extragiudiziale da circa 17 miliardi di dollari, dilazionati in 10 anni, per salute mentale e sicurezza online dei giovani.

Una parte dei fondi è vincolata all’adozione di regole simili da altre piattaforme. Giovagnoli si aspetta una valanga di cause nel mondo. E avverte: se la prossima generazione dipenderà dall’algoritmo, quella non sarà libertà. La seconda parte dell’intervento uscirà nei prossimi giorni.

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Videonotizia di Insider.sm: il racconto in novanta secondi di un fatto già pubblicato e verificato dalla redazione. Testo redatto con l’assistenza dell’intelligenza artificiale sull’articolo originale; voce sintetica. Responsabilità editoriale della redazione di Insider.

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