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Attualità

San Marino, FMI promuove i conti pubblici: debito sotto il 60% del PIL. Gatti: “Una base più solida per il futuro”

Il debito pubblico di San Marino è sceso sotto il 60% del PIL, i conti dello Stato registrano un avanzo primario per il quarto anno consecutivo e il nuovo Eurobond da 350 milioni di euro ha ridotto sensibilmente i rischi di rifinanziamento.

Sono alcuni dei principali risultati evidenziati dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) al termine della missione nella Repubblica, che ha riconosciuto i progressi compiuti nel risanamento della finanza pubblica e nel rafforzamento dell’economia sammarinese.

La delegazione, guidata da Trevor Lessard, capo missione dell’FMI per San Marino, ha soggiornato sul Titano dal 26 ottobre al 5 novembre nell’ambito delle consultazioni periodiche previste dall’articolo IV dello Statuto del Fondo.

Durante la visita si sono svolti incontri con le autorità sammarinesi, la Banca Centrale, i rappresentanti del settore privato e le parti sociali per esaminare l’andamento economico, le prospettive di crescita e i principali fattori di rischio.

Nel comunicato diffuso dal Congresso di Stato, la valutazione dello staff del Fondo viene descritta come particolarmente positiva rispetto al percorso intrapreso dalla Repubblica, pur accompagnata dall’indicazione di ulteriori interventi necessari per consolidare i risultati.

Uno dei dati principali riguarda la riduzione del debito pubblico, tornato al di sotto del 60% del Prodotto interno lordo.

Nel 2025, per il quarto anno consecutivo, San Marino ha registrato un avanzo primario che, escludendo il sostegno al settore bancario, ha raggiunto il 3,8% del PIL.

Un risultato che, secondo l’analisi dell’FMI riportata dal Governo, conferma gli effetti della politica di prudenza fiscale adottata negli ultimi anni.

Particolare attenzione viene riservata anche all’Eurobond da 350 milioni di euro collocato nell’aprile 2026.

L’emissione quinquennale, caratterizzata da una domanda superiore all’offerta e da un tasso cedolare di circa il 3,6%, ha consentito di prefinanziare la scadenza obbligazionaria del gennaio 2027.

Secondo il Fondo, l’operazione ha migliorato le condizioni di accesso ai mercati finanziari, esteso le scadenze del debito fino al 2031 e ridotto la dipendenza dal sistema bancario interno.

Sui risultati della missione interviene il Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio, i Trasporti e l’Energia, Marco Gatti, che richiama la necessità di proseguire il percorso di consolidamento finanziario.

“La valutazione dell’FMI restituisce un quadro nel quale i risultati raggiunti e le responsabilità ancora aperte devono essere letti insieme.

La riduzione del debito pubblico sotto il 60% del PIL e il miglioramento delle condizioni di accesso ai mercati finanziari attestano la credibilità del percorso di prudenza seguito in questi anni.

Non consideriamo, tuttavia, questi traguardi un punto d’arrivo, ma una base più solida dalla quale affrontare le sfide che abbiamo davanti.

La nostra priorità è trasformare la maggiore solidità finanziaria in capacità di investimento, produttività e sviluppo, accompagnando l’attuazione dell’Accordo di associazione con l’Unione europea e mantenendo saldi gli equilibri di bilancio.

La sostenibilità dei conti pubblici non è un obiettivo fine a sé stesso: è la condizione che permette al Paese di programmare il proprio futuro, sostenere il sistema produttivo e tutelare le opportunità delle prossime generazioni”, dichiara Gatti.

Sul fronte della crescita economica, l’FMI stima un aumento del PIL reale dell’1,5% nel 2025 e dell’1,3% nel 2026, sostenuto dalla domanda interna, dalle esportazioni manifatturiere e dal turismo.

Per il 2027 la previsione scende all’1%, prima di un graduale ritorno verso il potenziale di medio periodo.

Il Fondo riconosce la capacità di tenuta dell’economia sammarinese, favorita dal processo di diversificazione, ma segnala anche i rischi legati all’incertezza internazionale.

Un altro passaggio riguarda l’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione europea, firmato il 19 ottobre scorso.

Il Fondo lo considera un’opportunità storica per rafforzare l’integrazione nel mercato europeo, migliorare la produttività e favorire lo sviluppo economico.

L’attuazione dovrà tuttavia essere accompagnata da una programmazione graduale, con responsabilità istituzionali definite e risorse adeguate alle capacità amministrative della Repubblica.

Il Fondo invita inoltre San Marino a proseguire con le riforme strutturali, migliorando l’efficienza della spesa pubblica e destinando maggiori risorse agli investimenti con ricadute economiche e sociali.

Tra gli interventi valutati positivamente figura la riforma dell’imposta generale sui redditi del 2026, alla quale viene riconosciuto un contributo all’ampliamento della base imponibile, al rafforzamento degli adempimenti fiscali e a una maggiore progressività del sistema tributario.

Resta centrale anche la sostenibilità del sistema previdenziale, per il quale l’FMI raccomanda di continuare il percorso di riforma tenendo conto dell’evoluzione demografica e della necessità di garantire l’equilibrio finanziario nel lungo periodo.

Tra le priorità di investimento vengono indicate le infrastrutture sanitarie, la modernizzazione della Pubblica Amministrazione, la digitalizzazione dei servizi e il rafforzamento dell’autonomia energetica. Su quest’ultimo fronte, il Fondo richiama le possibilità offerte dallo sviluppo della produzione di energia solare e dall’eventuale realizzazione di sistemi di accumulo.

Il sistema bancario continua invece a presentare alcune criticità, nonostante i miglioramenti registrati nella liquidità e nella riduzione dei crediti deteriorati. L’FMI riconosce i risultati delle attività di recupero della Società di Gestione degli Attivi, che hanno consentito il rimborso integrale della tranche senior garantita dallo Stato.

Permangono tuttavia vulnerabilità legate alla qualità degli attivi, alle esposizioni pregresse e alla necessità di rafforzare la redditività e le dotazioni patrimoniali di alcuni istituti. Per questo il Fondo raccomanda di proseguire il consolidamento del comparto, anche in previsione dell’allineamento agli standard europei di vigilanza e regolamentazione bancaria.

Il Congresso di Stato accoglie positivamente le valutazioni espresse dallo staff dell’FMI, considerandole, si legge nel comunicato, “un importante riconoscimento del lavoro svolto e, al contempo, uno stimolo a proseguire nell’attuazione delle riforme”.

La dichiarazione conclusiva pubblicata il 5 novembre costituisce una valutazione preliminare dello staff del Fondo Monetario Internazionale. Seguirà la predisposizione di un rapporto che, dopo l’approvazione della direzione dell’organizzazione, sarà sottoposto all’esame del Consiglio di amministrazione dell’FMI.

San Marino, FMI promuove i conti pubblici: debito sotto il 60% del PIL. Gatti: “Una base più solida per il futuro”