Smart working per le donne incinte, permessi per l’inserimento al nido, voucher per la cura: tutte proposte respinte in Commissione.
Domani Motus Liberi giudica il progetto di legge sulle misure a sostegno della famiglia, della maternità e della natalità, arrivato in Consiglio Grande e Generale. Per il partito di opposizione le misure sono positive, ma è un’occasione mancata per costruire una legge più ampia e coraggiosa. Le critiche colpiscono soprattutto il percorso seguito per arrivare al provvedimento.
Secondo D-ML la maggioranza ha gestito l’iter in modo blindato, respingendo quasi tutte le proposte dell’opposizione. Un metodo che, scrive il partito, «svilisce il confronto democratico». Tra le proposte bocciate anche il sostegno psicologico perinatale gratuito, l’assistenza domiciliare dopo il parto e tutele per autonomi e liberi professionisti. La maggioranza avrebbe risposto che andavano presentate in altri provvedimenti.
Nella legge restano part-time e smart working per i genitori nei primi anni di vita dei figli, l’estensione del congedo parentale, assegni familiari più alti e l’esenzione dalle rette per i nuclei monogenitoriali. Riconosciuto anche il caregiver familiare, ma resta escluso chi è in pensione, salvo rinunciare alla pensione stessa.
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