La legge sul fine vita e sul testamento biologico è approvata, ma per i promotori il lavoro prosegue. Dopo il via libera del Consiglio Grande e Generale, arrivato il 6 novembre con 39 voti favorevoli e 5 astensioni, l’attenzione si sposta sui provvedimenti necessari a renderla operativa.
A sottolinearlo, in un’intervista a San Marino RTV raccolta da Mauro Torresi, è Patricia Busignani, presidente dell’Associazione Emma Rossi e prima firmataria del progetto di legge di iniziativa popolare.
“Lo definiamo un passo importante per la Repubblica”, afferma Busignani. Il risultato, spiega, risponde a un’attesa dei cittadini e offre un riferimento legislativo sul diritto di decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi, anche nella fase finale della vita.
L’assenza di voti contrari viene accolta positivamente, ma il giudizio sul testo non è senza riserve. “Però sono state apportate delle modifiche che, dal nostro punto di vista, non sono migliorative”.
Il primo passaggio da seguire riguarda il decreto per rendere operative le disposizioni anticipate di trattamento sanitario, le DATS, entro 60 giorni. Un altro provvedimento dovrà rendere concreta la possibilità di donare gli organi.
Tra le scelte contestate c’è il rinvio a un decreto dell’adozione del modello per redigere le DATS, che i promotori avevano inserito come allegato alla proposta.
“Era una parte importante della legge. Si è preferito rimandare l’adozione tramite un decreto. Quindi continueremo a vigilare affinché le volontà dei promotori della legge possano concretizzarsi”.
