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Attualità

Accordo San Marino-UE, i frontalieri chiedono risposte: “Ora servono i fatti, basta questioni irrisolte”

L’accordo tra San Marino e Unione europea è un passo avanti, ma per migliaia di frontalieri italiani i problemi restano ancora sul tavolo. A chiedere risposte concrete è A.F.I.S., l’Associazione Frontalieri Italia San Marino, che invita le istituzioni a sfruttare questa nuova fase per affrontare le questioni rimaste irrisolte.

Al centro delle preoccupazioni ci sono la fiscalità, gli effetti della nuova normativa IGR, la perdita di potere d’acquisto e la doppia imposizione sulle pensioni degli ex frontalieri.

“Una firma importante, ma ora servono i fatti. L’Accordo di associazione con l’Unione europea non può, da solo, risolvere tutte queste problematiche. Sarebbe sbagliato alimentare aspettative automatiche. Può però rappresentare una nuova opportunità per rafforzare il dialogo tra San Marino, Italia e istituzioni europee, favorendo un approccio più attento anche alle questioni che riguardano i lavoratori transfrontalieri”, sottolinea l’associazione.

Un’occasione di confronto potrebbe arrivare anche dal rafforzamento dei rapporti tra Roma e San Marino. A.F.I.S. guarda con attenzione all’incontro del 20 ottobre tra il segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari e il viceministro italiano Edmondo Cirielli, auspicando passi avanti sulle questioni fiscali e previdenziali.

L’associazione ricorda il ruolo dei migliaia di italiani che ogni giorno attraversano il confine per lavorare nelle aziende sammarinesi, contribuendo all’economia della Repubblica.

A.F.I.S. continuerà a raccogliere segnalazioni e a portare le richieste dei lavoratori davanti alle istituzioni, chiedendo impegni concreti e verificabili.

“La firma dell’Accordo è una notizia importante per San Marino. L’auspicio è che possa diventare anche una buona notizia per chi, ogni giorno, contribuisce alla crescita della Repubblica con il proprio lavoro”, conclude l’associazione.