“Un Paese moderno si riconosce dalla sua capacità di garantire diritti, e la pluralità e l’inclusione non rappresentano un punto di arrivo statico ma un percorso in continua evoluzione”. È uno dei passaggi dell’intervento pronunciato ieri in Consiglio Grande e Generale da Alessandro Scarano (PDCS) durante il dibattito sull’Istanza d’Arengo n.47, che chiede di introdurre una disciplina per la rettifica del genere nei registri e nei documenti dello Stato Civile per le persone che hanno intrapreso un percorso di affermazione di genere.
Di seguito l’intervento integrale:
Alessandro Scarano (Pdcs): Desidero svolgere alcune considerazioni in merito all’Istanza d’Arengo in discussione e a quelle successive, partendo dal presupposto che quando si affrontano temi relativi ai diritti civili e alla tutela dei minori occorre fare uno sforzo comune per superare le posizioni ideologiche, i tifosismi e gli estremismi di parte, affrontando la materia con la massima oggettività possibile. Il nostro Paese ha compiuto importanti passi in avanti negli ultimi anni, e penso in particolare alla legge sulle unioni civili del 2018, una normativa che ha permesso alle persone dello stesso sesso di unirsi civilmente e di costituire una propria famiglia con precisi diritti e doveri, innovando profondamente la realtà della Repubblica di San Marino. Dobbiamo leggere la realtà con gli occhi del presente e prendere atto di ciò che avviene concretamente nella nostra comunità, dal momento che gli istanti non ci sottopongono concetti astratti o desiderata irrealizzabili, ma problematiche reali che alcune coppie stanno già vivendo quotidianamente. La nostra legge sullo stato di famiglia, la legge numero 49 del 1986, è una normativa sicuramente ottima ma che necessita inevitabilmente di essere adeguata ai tempi che cambiano; e questo non significa affatto togliere qualcosa alla famiglia tradizionale, ma aggiungere valore e garantire tutele complete. La priorità assoluta e la bussola del nostro agire devono essere la tutela, la salvaguardia e il primario interesse del minore, al quale dobbiamo fornire risposte chiare e certezza giuridica. Trattandosi di argomenti complessi anche sotto il profilo tecnico, che toccano il funzionamento dello stato civile e il coordinamento con il diritto internazionale, sarà necessario svolgere un lavoro attento, rigoroso e professionale capace di raccordare le norme esistenti ed individuare le soluzioni più aderenti alla realtà, coinvolgendo tutti gli attori impegnati sul fronte dei diritti. Un Paese moderno si riconosce dalla sua capacità di garantire diritti, e la pluralità e l’inclusione non rappresentano un punto di arrivo statico ma un percorso in continua evoluzione. Allo stesso tempo è fondamentale che vi sia sempre il massimo rispetto per le opinioni altrui, anche quando differenti, evitando di scivolare nella retorica, nel vittimismo o nella demagogia.
