Proseguono gli appuntamenti con il nuovo spazio di approfondimento a cura di Giulia Muratori, segretaria di Libera San Marino.
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Ci sono giornate destinate a segnare la storia di un Paese.
Oggi, con la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione europea, San Marino si prepara a viverne una.
È un momento di cui dobbiamo essere orgogliosi.
Il risultato di oltre dieci anni di lavoro, di negoziati, di impegno delle Istituzioni e di una scelta che ha attraversato governi e legislature differenti.
Un percorso sostenuto con convinzione dalle organizzazioni sindacali, dalle associazioni economiche e datoriali e da un’ampia parte della politica, nella consapevolezza che il futuro di San Marino non può essere costruito nell’isolamento.
San Marino è un Paese piccolo, con una storia straordinaria e un’identità che abbiamo saputo custodire nei secoli.
Ma oggi non possiamo più accontentarci di essere «noti a noi, ignoti agli altri».
La nostra indipendenza non si misura dalla distanza che manteniamo dal resto del mondo, ma dalla capacità di essere protagonisti delle scelte che riguardano il nostro futuro.
Aprirci all’Europa non significa rinunciare a ciò che siamo, ma dare nuove prospettive a ciò che possiamo diventare.
È con questo spirito che oggi apriamo una fase nuova della nostra storia.
Significa offrire alle nostre imprese la possibilità di operare in un mercato più ampio, con regole comuni e maggiori certezze.
Significa creare condizioni favorevoli per nuovi investimenti, innovazione e lavoro qualificato a San Marino.
Significa anche ampliare le opportunità per i nostri giovani e professionisti, che potranno accedere alle procedure europee di riconoscimento delle qualifiche e muoversi più facilmente per lavorare e costruire il proprio percorso professionale, secondo le condizioni previste dall’Accordo.
E significa avvicinare il nostro Paese agli standard europei in materia di diritti, salute, lavoro, trasparenza, imprese e sistema bancario e finanziario.
Non stiamo semplicemente ampliando il nostro mercato.
Stiamo ampliando le possibilità di San Marino.
È questa la ragione più profonda del nostro sostegno all’Accordo.
Vogliamo un Paese capace di crescere, attrarre competenze, creare buona occupazione e offrire ai giovani la libertà di scegliere il proprio futuro, anche qui.
Naturalmente, un passaggio di questa portata richiederà un grande impegno organizzativo.
Penso soprattutto alla Pubblica Amministrazione, che dovrà essere protagonista dell’attuazione dell’Accordo.
Abbiamo bisogno di valorizzare il personale, investire nella formazione, rafforzare gli uffici e dotarli di strumenti adeguati.
Su questa preparazione occorre accelerare.
Non possiamo lasciare che una trasformazione così importante ricada soltanto sulla buona volontà dei singoli funzionari.
Preparare lo Stato significa mettere tutto il Paese nelle condizioni di beneficiare delle nuove opportunità.
So che intorno all’Accordo esistono domande e preoccupazioni.
È naturale di fronte a un cambiamento così significativo.
Il confronto quindi deve continuare, con informazioni chiare, trasparenza e rispetto per le diverse sensibilità.
Oggi voglio soprattutto riconoscere il valore di questo risultato e di tutte le persone che hanno contribuito a raggiungerlo.
Abbiamo scelto di investire nel futuro del nostro Paese, una scelta che guarda alle nuove generazioni e che apre a San Marino una stagione di nuove possibilità.
