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Attualità

Sito Unesco, da domani controlli e sanzioni per gli immobili degradati

Controlli più rigorosi e prime procedure sanzionatorie nei confronti dei proprietari di immobili che non rispettano gli obblighi previsti dalla normativa. Da domani San Marino cambia passo sul decoro del centro storico e del patrimonio compreso nel sito Unesco, dopo l’indagine condotta dall’Ufficio Prevenzione Ambiente e Vigilanza (UPAV).

I risultati del monitoraggio sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa dalla Segreteria di Stato per il Territorio. L’indagine ha preso in esame in maniera sistematica lo stato di conservazione degli immobili che ricadono nel perimetro Unesco del Centro storico di San Marino e Monte Titano, oltre a quelli presenti nella relativa zona tampone.

“Dall’attività condotta dall’UPAV emerge un dato chiaro: molte delle criticità riscontrate possono trovare risposta immediata applicando con maggior rigore gli strumenti già previsti dalla Legge 14 dicembre 2017 n. 140”, spiega la Segreteria di Stato.

Da qui la decisione di non aspettare l’approvazione di una nuova normativa prima di intervenire sulle situazioni riscontrate. “Per questo la Segreteria di Stato ha scelto di non attendere l’iter completo di un nuovo provvedimento e di agire da subito, sulla base della normativa già in vigore”.

Le prime misure scatteranno da domani. Nel perimetro Unesco verranno intensificate le verifiche e, nei confronti dei proprietari privati che risultino inadempienti, potranno essere avviate le procedure previste dalla legge.

“Da domani prendono infatti il via le prime misure operative: controlli più rigorosi su tutto il perimetro UNESCO e avvio delle procedure sanzionatorie nei confronti dei proprietari privati inadempienti“, viene precisato nel comunicato.

L’intervento riguarda però anche gli immobili di proprietà pubblica. Per questi ultimi è stato infatti istituito uno specifico capitolo di bilancio destinato alla rimessa in funzione degli edifici fatiscenti, con l’obiettivo di intervenire sulle situazioni che necessitano di manutenzione o recupero.

Accanto ai controlli rimangono disponibili gli strumenti economici pensati per aiutare i proprietari a intervenire sugli edifici. In particolare, la Segreteria richiama i Decreti Delegati 86 e 87 del 2010, che prevedono mutui agevolati fino al 60% della spesa sostenuta, per un importo massimo di 150mila euro, per gli interventi nei centri e nuclei storici e sugli edifici monumento del sito Unesco.

Lo Stato copre rispettivamente il 65% e il 100% degli interessi. Secondo i dati diffusi dalla Segreteria, negli ultimi sedici anni attraverso i due strumenti sono stati autorizzati oltre 5,7 milioni di euro di interventi.

In particolare, “più della metà del volume storico del Decreto 87” si sarebbe concentrato negli ultimi quattro anni. La Segreteria intende ora rilanciare soprattutto il Decreto 86, che risulta ancora sottoutilizzato in diverse annualità, in modo che l’inasprimento dei controlli venga affiancato dalla possibilità di accedere alle risorse disponibili per sistemare gli immobili.

Quello che partirà da domani rappresenta comunque solo una prima fase. La Segreteria di Stato per il Territorio sta infatti preparando un nuovo decreto delegato che modificherà la Legge 140 del 2017 e aumenterà ulteriormente le sanzioni già previste.

“Accanto a queste azioni immediate, la Segreteria di Stato per il Territorio sta lavorando a un decreto delegato che, modificando la Legge 140/2017, incrementerà ulteriormente le sanzioni già previste dal testo unico, rafforzando nel tempo gli strumenti a disposizione dell’Amministrazione”, si legge nella nota.

Il monitoraggio continuerà attraverso il lavoro congiunto dell’UPAV con l’Ufficio Pianificazione Territoriale ed Edilizia, gli Istituti Culturali e la Commissione per la Conservazione dei Monumenti, chiamati a seguire lo stato degli immobili e a individuare le situazioni sulle quali intervenire con maggiore urgenza.

“L’obiettivo della Segreteria di Stato per il Territorio è chiaro: rafforzare la tutela di uno dei beni più preziosi della Repubblica, promuovendo una cultura della manutenzione, della prevenzione e della responsabilità condivisa, affinché il patrimonio UNESCO continui a rappresentare un elemento identitario e un valore per le future generazioni”, conclude il comunicato.