Read in English
Attualità

San Marino, ratificati i decreti su sport, suoli, università private, piccioni, appalti e accordi fiscali internazionali

Sale da 2.600 a 25mila euro la soglia per gli affidamenti diretti di beni e servizi della pubblica amministrazione. È una delle novità approvate dal Consiglio grande e generale nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre, dedicato alla ratifica dei decreti.

Via libera a maggioranza anche alle norme sulla tutela del nome di San Marino nello sport, sul recupero dei suoli impermeabili, sugli istituti universitari privati, sul contenimento dei piccioni e sugli accordi fiscali per le imprese che operano in più Paesi.

Sugli appalti il confronto si è concentrato sul rapporto tra procedure più rapide e controlli sulla spesa. Il segretario di Stato Andrea Belluzzi ha difeso l’aumento della soglia come un passaggio necessario per permettere ai dirigenti di lavorare con maggiore autonomia.

«Non possiamo chiedere responsabilità e autonomia gestionale e poi limitare la possibilità di operare direttamente soltanto fino a 2.600 euro», ha osservato. Resta vietato dividere artificiosamente gli acquisti per aggirare le procedure previste.

Le richieste di garanzie sono arrivate anche dalla maggioranza.

Iro Belluzzi, di Libera, ha condiviso l’obiettivo, ma avvertito che «tutto diventa discrezionale, forse troppo discrezionale», proponendo di documentare le valutazioni alla base degli affidamenti. Carlotta Andruccioli, di D-ML, ha chiesto attenzione ai prezzi, alla concorrenza e alla scelta dei fornitori, invitando a «non confondere la semplificazione con una riduzione delle garanzie».

Per Matteo Rossi, del Psd, le procedure attuali possono invece creare difficoltà concrete, soprattutto nelle scuole, dove i tempi delle gare rischiano di imporre servizi sostitutivi e costi aggiuntivi. «Ridurre la burocrazia non significa necessariamente ridurre i controlli», ha sostenuto.

Sul tavolo è finito anche l’adeguamento alle regole europee. Matteo Casali e Antonella Mularoni, di Rf, hanno chiesto a che punto sia la revisione della disciplina.

Andrea Belluzzi ha annunciato che il testo unico sugli appalti è in fase avanzata e che dopo la tornata consiliare potranno partire i confronti con le forze politiche. Disponibilità anche a valutare una circolare per orientare le amministrazioni nella scelta delle procedure.

Casali ha accolto positivamente l’annuncio, chiedendo di preparare al cambiamento soprattutto le piccole e medie imprese sammarinesi.

Ad aprire il pomeriggio era stato il confronto sulla tutela del nome e dell’immagine della Repubblica nelle attività sportive, con la vicenda del San Marino Calcio al centro della discussione.  Dubbi anche sui poteri assegnati al Comitato olimpico nazionale sammarinese e sulle conseguenze di un cambio di denominazione a stagione in corso.

Luca Della Balda, di Libera ed ex presidente del San Marino Calcio, ha annunciato la propria contrarietà, criticando l’urgenza e alcuni aspetti della liquidazione dell’associazione sportiva collegata alla squadra che partecipa al campionato italiano di Eccellenza.

«Siamo consiglieri della Repubblica e il potere legislativo appartiene al Consiglio Grande e Generale, non al Congresso di Stato», ha affermato.

Il segretario di Stato Rossano Fabbri ha respinto l’ipotesi di un intervento contro Montanari. Ha spiegato che l’urgenza nasce dalla liquidazione coatta dell’associazione che detiene la matricola necessaria per partecipare ai campionati italiani, confermata in appello, distinguendone la posizione da quella della società per azioni.

Le precisazioni hanno avvicinato le posizioni. «Il ragionamento cambia.

Cambia completamente», ha riconosciuto Zeppa, mantenendo però le richieste di garanzie.

Durante l’esame è stata accolta la modifica che limita l’applicazione alle associazioni, federazioni e società sportive di diritto sammarinese. Fabbri ha inoltre confermato che il regolamento del Cons era già stato corretto nella parte riguardante le società estere. Rete ha ritirato gli emendamenti soppressivi, pur mantenendo dubbi sui trenta giorni previsti per cambiare nome e sulle sanzioni.

Più acceso lo scontro sugli interventi per togliere pavimentazioni impermeabili e restituire spazio al verde. Il provvedimento, illustrato dal segretario di Stato Alessandro Bevitori, punta a ridurre il caldo nelle aree urbanizzate e a favorire l’assorbimento dell’acqua piovana.

Prevede l’individuazione delle aree pubbliche prioritarie e una monofase agevolata al 5% per piante e materiali vegetali destinati agli interventi.

Francesco Mussoni e Massimo Maiani, del Pdcs, hanno sostenuto la misura chiedendo di concentrare gli sforzi nelle zone più costruite, nei centri abitati e nelle aree industriali.

Casali ha invece attaccato la gestione del territorio, contestando il richiamo a piazzale Menicucci e al parcheggio 6 senza un progetto più ampio sui parcheggi e sui collegamenti con il centro storico. «Continuiamo ad andare avanti per slogan», ha detto.

Secca la risposta del segretario di Stato Matteo Ciacci: «C’è chi fa e c’è chi va al microfono a decantare». Ciacci ha difeso gli interventi avviati, riconoscendo che la nuova misura non risolve da sola il problema, ma offre uno strumento concreto per recuperare superfici impermeabili.

Ha inoltre indicato in 40 milioni di euro il costo stimato della riqualificazione più ampia richiamata nel dibattito, spiegando che servono tempi adeguati.

Michela Pelliccioni, del gruppo misto, ha chiesto di inserire questi interventi in una strategia sui rischi climatici, con il coinvolgimento della Protezione civile e dell’Università.

Sara Conti, di Rf, ha sollecitato una visione complessiva e chiarimenti sugli incentivi ai privati.

Dai banchi di Libera, Giuseppe Maria Morganti, Giulia Muratori e Dalibor Riccardi hanno difeso il lavoro della segreteria, rivendicando manutenzioni e opere portate avanti.

Meno teso il confronto sugli istituti di istruzione superiore privati. La novità pone a carico degli istituti richiedenti i costi delle valutazioni necessarie per confermare l’accreditamento, evitando ulteriori spese pubbliche. Il segretario di Stato Teodoro Lonfernini ha comunicato che sono operative UIPA e Regent European University, mentre altre tre iniziative attendono una valutazione.

Nicola Renzi, di Rf, ha chiesto un quadro aggiornato e controlli attenti.

Maria Donatella Merlini, del Psd, ha insistito sulla qualità dell’offerta: «L’accreditamento non può ridursi a un adempimento amministrativo o a una verifica iniziale di documenti, deve essere una garanzia sostanziale».

Lonfernini ha condiviso l’impostazione, spiegando che le realtà private devono integrare l’offerta pubblica e restare sottoposte a un monitoraggio rigoroso.

Via libera anche alle misure contro la sovrappopolazione dei piccioni. Ciacci ha richiamato i problemi igienico-sanitari e gli episodi che hanno imposto la chiusura temporanea di alcuni uffici a Palazzo Giangi. Sarà possibile introdurre ordinanze e sanzioni contro la somministrazione di cibo, all’interno di una strategia che non prevede abbattimenti.

Aida Maria Adele Selva, del Pdcs, ha spiegato che il contenimento passa attraverso sostanze ad azione antifecondativa e che l’alimentazione incontrollata degli animali ne compromette l’efficacia. Casali ha contestato la necessità di ricorrere a un decreto, mentre Zeppa ha chiesto di verificare periodicamente i risultati e riferirne nelle commissioni competenti.

L’ultima ratifica ha riguardato gli accordi preventivi per le imprese a carattere internazionale, pensati per dare maggiore certezza fiscale a chi opera in più Stati attraverso sedi stabili o società collegate.

Il segretario di Stato Marco Gatti ha spiegato che lo strumento è stato sviluppato anche attraverso il confronto con il ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, ma potrà essere utilizzato anche nei rapporti con altre amministrazioni fiscali estere.

La gestione farà capo alla segreteria di Stato per le Finanze e il Bilancio attraverso l’ufficio tributario.

I lavori si sono fermati poco dopo le 19.30. Il Consiglio riprenderà mercoledì 4 novembre alle 9 a Palazzo pubblico.