Giovanissimo, ha appena 22 anni, i modi misurati e rispettosi del giovane gentleman che viene da una buona scuola, Riccardo Busignani è già avviato sulla strada dell’imprenditoria. Un bagaglio esperienziale ancora in formazione, sostenuto da una forte spinta innovativa e digitale, l’inglese diventato quasi madre lingua, una grande capacità di muoversi attraverso continenti e terre lontane proprio per imparare e capire le novità già prima che arrivino alla nostra portata.
Riccardo, lei ha lasciato la vita comoda dello studente per cimentarsi in un settore piuttosto complicato qual è quello immobiliare. Vita comoda, perché avrebbe potuto fare il figlio di papà almeno fino a trent’anni. Perché ha fatto questa scelta?
“In tutta onestà, devo dire che non ho mai avuto una gran passione per gli studi e mi sono chiesto: perché devo perdere tempo e soldi per cercare di raggiungere un obiettivo a cui non sono interessato? Non era quella la mia vocazione. Così, parlando in casa, ho deciso di andare a lavorare e ho cominciato in un magazzino, appartenente all’azienda di famiglia. Ci ho passato un paio di anni, poi mio padre mi ha chiesto di entrare nella sua nuova società, Viridis e adesso lavoro in questo settore”.
Cos’è Viridis?
“È una società nata con uno scopo ben preciso: fare qualcosa di diverso, che non era stato fatto prima. Cioè: far tornare a splendere il mercato immobiliare, com’era un tempo. Senza porcate. In altre parole, lavorare in modo onesto e pulito, salvaguardando l’ambiente, che è il bene più prezioso che abbiamo”.
È un obiettivo davvero nobile, purtroppo non così diffuso. Come lo perseguite? Quali sono le vostre modalità di lavoro?
“Mi spiego con i fatti. Stiamo costruendo su un grande lotto di 12.500 metri quadrati, tutti edificabili. Invece, abbiamo lasciato mille metri per un parco interno al complesso immobiliare, che non solo lo rende più gradevole (a nessuno piace la colata di cemento), ma riduce l’inquinamento, mitiga il troppo caldo o il troppo freddo e offre uno spazio di biodiversità. Per noi vale l’assioma: più vivibilità, più vendibilità. Soprattutto in questa versione ecologista”.
La sensibilità ambientale, che vi fa onore come azienda, purtroppo un tempo non c’era e ha fomentato il giudizio diffuso che immobiliarista fa rima con speculatore. Come vi comportate di fronte a questo pregiudizio?
“Rispondiamo coi fatti. Tiriamo dritto. Sappiamo che questo è il modo giusto di lavorare, nel rispetto delle persone e dell’ambiente che ci circonda. A quelli che dicono: state sporcando, state inquinando, abbiamo già risposto demolendo un capannone con l’eternit e poi risanando l’intera zona da materiali tossici che avevano compromesso anche la flora e la fauna autoctona”.
A che punto è questo nuovo complesso immobiliare Viridis, del quale ancora non si vede niente passando sulla Superstrada?
“Abbiamo appena finito l’urbanizzazione, ovvero la disposizione dei servizi e dei sottoservizi. Siamo pronti per avviare gli scavi per le fondamenta”.
Dal punto di vista dell’impatto commerciale, come sta andando?
“Direi molto bene, su 27 appartamenti che andiamo a realizzare, ne abbiamo già venduti 26. A livello percentuale sul mercato sammarinese, abbiamo coperto il 70 per cento. Ovviamente, si tratta di preliminari di vendita, regolarizzati davanti a un notaio. Ma saremo pronti a breve”.
Se un cliente cambia idea su qualche abbinamento di colore interno, su qualche materiale di arredo, sul colore delle parteti o delle piastrelle, verrà accontentato?
“Sicuramente sì. Il cliente ha visto l’appartamento sui rendering, con tutti i dettagli, che poi vanno a comporre il costo. Ma se vuole cambiare qualcosa per sue esigenze particolari, ne avrà facoltà. Abbiamo un catalogo di materiali, dove ciascuno può scegliere quello che più gli piace. Nel momento opportuno, il cliente verrà chiamato dagli architetti che lo guideranno nella disamina di tutti i materiali e delle eventuali divisioni interne”.
Oltre alla possibilità di personalizzare la propria abitazione, altri aspetti qualificanti di Viridis?
“Innanzi tutto, l’abbattimento dell’inquinamento acustico che viene dalla strada, grazie ad alberature che andranno a migliorare anche l’aspetto estetico. Sul retro dello stabile, invece, ci sarà il parco, dove nessuno potrà mai costruire. Quindi, sarà come vivere in un ambiente agreste, a due passi dal centro storico di San Marino e a due passi da Rimini. È una location azzeccatissima!”
Appartamenti di fascia alta e un risconto di mercato assolutamente rilevante. Qual è la ricetta?
“I nostri appartamenti sono di categoria A+; applichiamo un’economia di scala per essere estremamente competitivi con il prezzo, ci adattiamo al cliente, lavoriamo con le nostre risorse, siamo elastici in tutto e per tutto. E questo piace al mercato”.
Un consiglio da persone esperte del settore in merito alla legge sugli affitti, fatta per agevolare i giovani, ma che non ha portato risultati. Come si potrebbe migliorare?
“Bisognerebbe fare come si fa con tutto. Quando un giovane avvia una nuova attività, ha degli sgravi enormi. Altrettanto quando un’impresa acquista un capannone per allargare l’impresa. Perché non applicare ad un appartamento destinato ai giovani, o alle fasce più fragili, lo stesso abbattimento fiscale? Un nostro appartamento costa 3.500 euro al metro quadro, ma dentro c’è di tutto: la monofase, tutti i tipi di tassi e contributi, oneri di convenzione e via così. Questo grava sul prezzo per oltre un quarto della spesa finale. Se, per un giovane, si abbattessero le tasse e i contributi, vorrebbe dire scendere del 20 – 25% sul prezzo. E tutto diventa più accessibile”.
Riccardo, quali suoi rapporti con la politica? Ha mai pensato ad un impegno in questo senso?
“Ci ho anche pensato, visto che comunque in famiglia ho avuto degli esempi molto validi. Ma sono del parere che, prima di fare un passo del genere, bisogna avere ben chiaro quello che si va a fare e non impegnarsi solo per fare delle chiacchiere. Per il momento, passo”.
