383.975 euro nel 2025 per due dirigenti di Banca Centrale. Ma la legge fissa un tetto di 100.000 euro lordi a testa.
Il 1° settembre i consiglieri Tomaso Rossini, Ilaria Bacciocchi e Maria Donatella Merlini hanno presentato un’interrogazione al Congresso di Stato. Chiedono chiarezza sulle retribuzioni delle figure apicali della Banca Centrale della Repubblica di San Marino. Il riferimento è la Legge 113 del 2016, che fissa il limite di 100.000 euro lordi annui per lo Stato e gli enti pubblici.
Quella legge nacque dal referendum del 15 maggio 2016. 10.093 cittadini, il 63,63% dei voti validi, dissero sì al tetto. I firmatari precisano che i 383.975 euro sono il costo complessivo per l’istituto, contributi compresi. Per questo, scrivono, dai dati disponibili non è possibile stabilire quanto percepisca effettivamente ciascun dirigente.
I quesiti al Congresso di Stato sono 14. Riguardano la composizione di quella cifra, i compensi del triennio 2023-2025 ed eventuali nuovi aumenti. I tre consiglieri chiedono se la disciplina del 2016 sia ancora adeguata e domandano risposta scritta, con atti e tabelle.
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