Il risanamento dei conti viene riconosciuto, anche dalle opposizioni.
Ma sul futuro di San Marino Rtv le richieste sono precise: più confronto sulle scelte, garanzie sull’indipendenza dei giornalisti e una crescita che possa reggere anche dopo l’attuale direzione. È su questi punti che si concentra il dibattito in commissione II, durante l’audizione del presidente Pasquale Valentini e del direttore generale Roberto Sergio.
Il governo rivendica il cambio di passo della televisione pubblica: bilanci tornati in attivo, studi e tecnologie rinnovati, nuovi programmi e aumento del personale. Le minoranze riconoscono i miglioramenti, ma chiedono di capire come renderli duraturi, quali costi comportino e quale spazio venga garantito alle diverse voci politiche.
Il nodo più delicato resta quello dell’informazione. Nicola Renzi, di Repubblica futura, sollecita una copertura dell’attività del governo senza toni celebrativi: «Da RTV credo che tutti i sammarinesi si aspettino anche domande scomode e un lavoro che vada a scavare nei fatti».
Matteo Zeppa, di Rete, richiama la denuncia del comitato di redazione sulle pressioni politiche e domanda quali risposte siano state date.
Anche Fabio Righi, di Domani Motus Liberi, insiste sull’equilibrio dell’informazione e sulla necessità di poter chiedere chiarimenti senza che ogni domanda venga letta come un attacco.
Il segretario di Stato Federico Pedini Amati respinge l’esistenza di ingerenze, distinguendo le richieste di correggere errori dai tentativi di condizionamento.
Sergio ribadisce la propria posizione: «Pretendo che i giornalisti siano indipendenti e che non debbano dipendere da nessuno».
Il direttore assicura pluralità nei programmi politici e annuncia una verifica dei tempi dedicati a maggioranza e opposizione.
Sui conti, il quadro presentato dalla direzione segna il passaggio dalla perdita di quasi due milioni di euro del 2023 a due esercizi in utile.
Anche per il 2026 la previsione è positiva, pur restando da verificare a fine anno.
I dipendenti sono passati da 64 a 71. Per il governo sono risultati che dimostrano come il recupero economico sia stato accompagnato dalla tutela dell’occupazione e da nuovi inserimenti.
Le opposizioni chiedono però di guardare oltre il risultato immediato.
Renzi pone il problema della sostenibilità degli investimenti e dell’aumento del personale, oltre a quello della continuità nella guida dell’emittente. Il punto è evitare che il futuro di un servizio pubblico dipenda da una sola persona.
Sergio conferma l’intenzione di rimanere, indicando come orizzonte ragionevole almeno tutto il 2027, e riconosce la necessità di rendere stabili i risultati anche oltre il proprio incarico.
Un’altra richiesta condivisa dalle minoranze riguarda il coinvolgimento nelle prospettive di sviluppo.
Righi sollecita audizioni più frequenti e un confronto sulle scelte industriali.
Antonella Mularoni, di Repubblica futura, chiede un orizzonte più lungo, che tenga conto dei cambiamenti tecnologici e dell’accordo di associazione con l’Unione europea. Dal governo arriva la disponibilità a condividere con tutti i partiti la programmazione dello sviluppo e a organizzare incontri almeno semestrali.
Restano sotto osservazione anche le collaborazioni editoriali e le sponsorizzazioni. Renzi domanda come i rapporti con soggetti privati si inseriscano nella collaborazione con la Rai.
Zeppa chiede chiarimenti sulla partnership con BYD durante la visita del Papa e sui risultati concreti delle iniziative internazionali, oltre ai numeri delle visualizzazioni e delle interazioni sui social.
Righi invita a valutare anche le possibili ricadute delle sponsorizzazioni sulla reputazione e sui rapporti internazionali di San Marino.
La direzione precisa che le collaborazioni devono essere valutate dal consiglio di amministrazione per costi, sostenibilità e coerenza editoriale. Il segretario di Stato Rossano Fabbri distingue il rapporto commerciale di Rtv con BYD dall’iniziativa promossa dalla segreteria Industria. Pedini Amati difende l’apertura ai privati quando avviene in trasparenza.
Nel dibattito trova spazio anche il rapporto con l’Italia.
Il segretario di Stato Luca Beccari richiama il valore della diffusione nazionale e della collaborazione con la Rai.
Dalibor Riccardi, di Libera, sostiene il percorso intrapreso e auspica la permanenza di Sergio anche oltre il 2027.
Per Valentini, la crescita deve accompagnarsi alla valorizzazione delle competenze interne e a carichi di lavoro sostenibili.
Francesco Mussoni (PDCS) esprime soddisfazione per i risultati di San Marino RTV, che attribuisce alle competenze della direzione e al lavoro dei vertici. “Quello che mi aspetto dal futuro è quindi il mantenimento di queste condizioni di qualità e competenza.” Accanto all’apprezzamento pone il tema dei rapporti con l’Italia e la RAI, chiedendo se l’attuale assetto possa garantire lo sviluppo dell’emittente. Per Mussoni la crescita delle entrate commerciali rafforza anche l’indipendenza della televisione: “Per questo ritengo centrale il tema del mercato e dell’autonomia finanziaria.” Matteo Rossi (PSD) riconosce il risanamento dei conti e il rilancio della programmazione dopo la crisi del 2024. “Da normali fruitori della televisione vediamo che, rispetto a due anni fa, è stato portato avanti non soltanto un piano industriale, ma una rivoluzione della televisione di Stato.” Considera il San Marino Song Contest un’ottima opportunità per quanto riguarda l’aspetto delle entrate e la visibilità internazionale. Auspica continuità anche dopo il 2027 e chiede al governo se lo sviluppo dell’emittente preveda una nuova sede, con spazi adeguati alle produzioni.
Resta aperta la questione della sede, legata a esigenze di sicurezza, spazi e sviluppo.
Sergio chiarisce che l’emittente ha bisogno di una soluzione in comodato d’uso, senza acquisti o affitti pesanti.
Mularoni chiede quali possibilità siano allo studio e propone di valutare gli spazi eventualmente liberati per le attività parlamentari.
Il governo conferma che le valutazioni sono ancora in corso, anche sugli immobili degli enti e dei veicoli pubblici.
