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Attualità

Audizione su San Marino RTV, Pedini Amati: “La nostra televisione di Stato sicuramente sta meglio”

Si è svolta nel pomeriggio di mercoledì 28 ottobre 2026 la seduta della Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione, con all’ordine del giorno le audizioni del presidente del Consiglio di amministrazione di San Marino RTV, Pasquale Valentini, e del direttore generale Roberto Sergio.

Di seguito l’intervento integrale del segretario di Stato Federico Pedini Amati.

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Ringrazio i colleghi, la commissione e ovviamente gli ospiti che sono intervenuti a fronte della richiesta dei membri di opposizione della commissione affari esteri. Mi riferisco al presidente Pasquale Valentini e a Roberto Sergio, direttore generale della San Marino RTV.

Ringrazio per questa audizione, per questa convocazione fatta dai membri dell’opposizione, anche perché ci sarà modo sicuramente di rappresentare tutto quello che è stato il percorso fatto fino a oggi, ma più in generale quello che vorrà essere il percorso futuro che la San Marino RTV vorrà intraprendere.

Sto aderente all’indicazione che è stata fatta rispetto alla convocazione del direttore e del presidente, nel senso che non entrerò nello specifico di nessun argomento.

Ma consentitemi di dire che da circa due anni a questa parte, cioè dall’arrivo del direttore Roberto Sergio, già amministratore delegato, presidente e direttore generale di RAI, e anche del presidente Valentini, e prima ancora di Valentini di Giacomini, la nostra televisione di Stato sicuramente sta meglio.

Sta meglio da tanti punti di vista: lo avete visto e lo vedete con i palinsesti sempre rinnovati, dal punto di vista redazionale; lo avete visto e lo vedete dal punto di vista del bilancio della RTV stessa, che già da due anni registra un attivo rispetto ai dati finali del bilancio della TV pubblica.

Ma soprattutto penso ci sia un rinnovato interesse anche da parte dei dipendenti stessi nell’apprendere parti legate prettamente al loro lavoro e alla loro professionalità, anche nel rapporto con la RAI.

Mi riferisco alle tante produzioni che vengono fatte, sono state fatte e verranno fatte in sinergia diretta con la radiotelevisione italiana, in particolar modo a Roma o, viceversa, nelle sedi rinnovate. Avete visto tutti, ormai, i vari studi della RTV completamente rinnovati.

Questo è stato un lavoro molto difficile: da una parte far tornare i conti con le entrate derivanti dall’accordo che c’è con l’Italia e da parte della Repubblica di San Marino, quelle fisse, diciamo così, e anche con l’apporto di nuove entrate significative da parte della pubblicità, che cubano, per la verità, un numero veramente importante nel bilancio delle due gestioni passate e anche di quello che si sta chiudendo.

Il combinato disposto, come si dice in questi casi, ha consentito di avere un palinsesto con professionisti anche molto blasonati a condurre determinate trasmissioni, oltre ai nostri, chiaramente, bravissimi.

Nuove trasmissioni, nuovi palinsesti: si è potuto completamente rinnovare la televisione di Stato, senza dimenticare la parte tecnologica. La parte tecnologica su tutto: guardate, quando è entrato in carica questo governo, parliamo dell’anno 2024, ho un ricordo chiaro che la parte tecnologica era quella che versava nella maggiore difficoltà, nella maggiore assoluta difficoltà.

Rischiavamo paradossalmente che si spegnesse, adesso la spiego così, in termini molto banali, consentitemelo, la nostra televisione, per quanto erano obsoleti molti apparati tecnologici che la stessa televisione aveva.

Non solo si sono rinnovati hardware e software, ma si sono rinnovati proprio gli studi, a un livello che, a detta degli operatori del settore, dei cosiddetti addetti ai lavori, non mia, non hanno nulla da invidiare rispetto a studi televisivi della RAI a Roma, in via Asiago, piuttosto che dei TG regionali che possiamo trovare nelle televisioni attorno a casa nostra.

Quindi un lavoro faticoso, costante e, devo dire, molto apprezzato da parte mia e da parte del governo. Il direttore generale sicuramente ci ha messo, oltre a tutto l’impegno, come ha fatto nei suoi precedenti ruoli, anche molta passione.

Guardate, la passione non sempre la si ritrova in quello che si fa. In questo caso vi assicuro che, nel rapporto che ho potuto avere in questi anni con il direttore, ho trovato in lui anche un grande appassionato della materia, che banalmente non guasta.

Penso che ci sia stato un approccio da parte sua molto proattivo in questi anni. Mi risulta che si sia potuto confrontare con tutti i partiti di opposizione e di maggioranza, a vario titolo, in un confronto chiaro e leale.

Lo abbiamo detto nella prima seduta utile, quando è partita questa nuova attività da parte di RTV con il nuovo direttore: la televisione di Stato è un valore assoluto per lo Stato, non è di qualcuno. Non c’è un segretario di riferimento, in questo caso ci vedete qui, o un governo di turno o un partito di maggioranza o di opposizione di turno che ha un diritto privilegiato rispetto alla televisione di Stato.

Questo lo abbiamo detto a chiare lettere in una delle primissime audizioni, dove era stata paventata anche la possibilità che questo non fosse. Lo ha detto a chiare lettere il direttore, l’ho ribadito anch’io e lo ribadisco un’altra volta: non ci sono mai state e non ci saranno mai pressioni di alcun tipo.

Qui ognuno deve fare il suo lavoro nella suddivisione delle cariche, dei poteri, dei ruoli. Questo è un fondamento che mi sento di avere e di dover rappresentare anche a quest’aula, perché diversamente non stiamo facendo un’opera positiva.

Si sono dette tante cose. Voglio sottolineare però un argomento: non è mai stato messo in discussione il ruolo del direttore generale, così lo dico in chiaro, almeno da parte sammarinese, ma non mi risulta neanche da parte italiana.

Il direttore generale è stato indicato dalla RAI, come previsto dagli accordi parasociali, certamente, però questo è un fatto che io non ho mai avvertito. Mi auguro e spero che il direttore generale possa rimanere con noi per lungo tempo. Significherebbe che abbiamo grandi prospettive anche per la nostra televisione di Stato.

Avete visto quello che è successo? Un numero unico in un tempo brevissimo, una percezione all’esterno di grandissima immagine e professionalità data dai nostri dipendenti.

Una grande professionalità non riscoperta, non lo dirò mai, che già avevano, ma gli stessi sono stati messi nelle condizioni di poter operare, lavorare con colleghi anche della RAI su programmi che magari prima non c’erano e per i quali i nostri dipendenti della San Marino RTV hanno potuto vivere un’esperienza in più.

La vogliamo mettere in questi termini? Se non altro hanno vissuto un’esperienza in più, che crea loro un bagaglio di esperienze che si porteranno dietro nel loro percorso lavorativo.

Questo lo vedo come un dato assolutamente positivo, come un valore aggiunto rispetto a quello che qualche anno fa, in qualche modo, è avvenuto. Quindi sono assolutamente soddisfatto del percorso che fino a oggi abbiamo fatto.

In collaborazione con il collega Fabbri e il presidente abbiamo gestito le varie fasi di questi due anni, per quanto di nostra competenza.

Ringrazio anche il presidente che, a vario titolo e all’interno del suo ruolo, ha saputo gestire il consiglio di amministrazione, che comunque si rapporta quotidianamente oppure mensilmente anche con il nostro socio, che è RAI. Ho trovato in questi anni un clima piuttosto sereno, proattivo e, onestamente, pragmatico.

Ecco, per una volta pragmatico, dove i numeri iniziavano a tornare, dove le economie erano in qualche modo utilizzate per prodotti anche molto innovativi rispetto al nostro Paese o alla televisione che avevamo vissuto fino a qualche anno fa, dove comunque un top manager si è messo in campo e ha gestito questa nostra televisione fino a questo momento nel migliore dei modi.

Quindi grazie a voi che fino a questo momento, all’interno delle vostre prerogative, avete gestito la televisione di Stato, dal mio punto di vista, nel miglior modo possibile.

Non ho un ricordo di anni passati in cui la televisione versava in questo stato di cose. Non ho altro da dire e passerei la parola al collega Fabbri. In ogni caso rimane il fatto che queste audizioni, questo lo chiedo io a questo punto, presidente, vengano fatte nel corso dell’anno più di una volta, anche solo per dirci lo stato dell’arte e le prospettive di crescita di questa nostra televisione che, lo ripeto, è di tutti, non è di qualcuno.

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