Gli Stati Uniti vogliono Vladimir Putin al prossimo G20. A confermare l’invito è stato il segretario di Stato americano Marco Rubio: il vertice si terrà a dicembre al Trump National Doral, il resort di proprietà del presidente americano. Da Mosca, per il momento, nessuna conferma: il Cremlino ha fatto sapere che la proposta sarà valutata attraverso i canali diplomatici.
Rubio ne ha parlato a New York dopo l’incontro con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Per il segretario di Stato, la presenza di Putin permetterebbe un confronto diretto non soltanto con Donald Trump, ma anche con gli altri leader riuniti al summit. «Per risolvere i problemi, devi necessariamente incontrare le persone con cui sei in disaccordo», ha spiegato.
L’ipotesi era già emersa ad aprile, quando l’amministrazione Trump aveva indicato che la Russia, in quanto membro del G20, sarebbe stata invitata. Lo stesso Trump aveva giudicato utile una possibile presenza di Putin, pur dicendosi dubbioso sulla possibilità che il presidente russo accettasse. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ora confermato che Mosca prenderà una decisione più avanti.
Un eventuale viaggio negli Stati Uniti segnerebbe il ritorno di Putin in presenza a un vertice dei leader del G20 dopo diversi anni. L’ultima partecipazione fisica risale al 2019; dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina del 2022, il presidente russo non ha più preso parte di persona ai summit, partecipando nel 2023 a una sessione in videocollegamento.
A rendere particolare il vertice sarà anche la sede: il Trump National Doral, struttura privata appartenente al presidente americano. La scelta di ospitare un appuntamento internazionale in una proprietà di Trump ha già alimentato negli Stati Uniti discussioni sul rapporto tra la funzione pubblica della presidenza e gli interessi privati del presidente.
