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Programma Economico 2027, Gatti: “L’accordo con l’Ue è la chiave per la crescita”

Nel corso della seduta pomeridiana di giovedì 30 luglio della III Commissione Consiliare Permanente, il Segretario di Stato per le Finanze Marco Gatti ha illustrato il Programma Economico 2027, delineando la strategia economica del Governo per i prossimi anni.

Secondo Gatti, il documento supera la tradizionale impostazione descrittiva per diventare un programma basato su obiettivi concreti, individuando quattro direttrici fondamentali: Accordo di Associazione con l’Unione Europea, transizione energetica, adeguamento agli standard internazionali in materia di antiriciclaggio e rafforzamento del sistema bancario e finanziario.

Il Segretario ha definito “l’Accordo di Associazione rappresenta la pietra angolare della futura crescita del sistema Paese grazie alla piena integrazione nel mercato unico”, evidenziando come l’anticipo del recepimento delle normative europee possa consentire a San Marino di cogliere nuove opportunità di sviluppo.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla transizione energetica, con il richiamo ai risultati raggiunti nel settore del fotovoltaico, che oggi copre circa il 20% del fabbisogno energetico nazionale, e all’obiettivo di incrementare ulteriormente la produzione attraverso nuovi impianti pubblici e privati.

Nel presentare il quadro economico, Gatti ha rivendicato una serie di indicatori positivi: PIL in crescita del 3,5% nel 2024, con stime del 3,5% nel 2025, del 3% nel 2026 e del 3,4% nel 2027, a fronte di una crescita prevista in Italia compresa tra lo 0,5% e lo 0,8%. Ha inoltre citato l’aumento delle esportazioni (+2,4%), un tasso di disoccupazione al 4,7%, un avanzo primario pari al 2,4% del PIL, il quinto anno consecutivo di utili del sistema bancario, la riduzione dei crediti deteriorati netti all’11%, l’incremento della raccolta diretta di 459 milioni di euro, una liquidità salita dal 65% al 68% e un coefficiente di solvibilità del 18,8%.

In conclusione, il Segretario alle Finanze ha spiegato che, in assenza di significativi cambiamenti nel quadro economico nella seconda parte dell’anno, l’obiettivo del Governo è chiudere il bilancio 2026 in pareggio finanziario, nonostante gli oneri aggiuntivi legati al rifinanziamento del debito pubblico.