Le primarie in Florida, Wyoming e Alaska confermano la presa di Donald Trump sul Partito Repubblicano, ma mostrano anche qualche crepa nel peso dei suoi endorsement. Il sostegno del presidente continua a rappresentare un fattore importante nelle competizioni interne al Gop, senza però assicurare automaticamente la vittoria ai candidati appoggiati dalla Casa Bianca.
Sul fronte democratico, il voto registra invece nuovi risultati positivi per l’ala socialdemocratica, che continua a guadagnare spazio nelle primarie. La vera prova arriverà però alle elezioni di novembre, quando i candidati scelti dagli elettori democratici dovranno misurarsi con un bacino molto più ampio.
Particolare attenzione è rivolta all’Alaska, dove si sta delineando una corsa per il Senato più combattuta rispetto alle previsioni iniziali. Un seggio che fino a pochi mesi fa appariva difficilmente contendibile potrebbe così trasformarsi in una delle sfide da seguire in vista delle elezioni di metà mandato.
Il quadro emerso dal voto resta quindi aperto: Trump mantiene una posizione dominante tra i repubblicani, mentre a sinistra cresce una componente più radicale, chiamata ora a dimostrare la propria capacità di conquistare anche l’elettorato generale.
