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Midterm Usa 2026, democratici avanti alla Camera ma il Senato resta in bilico. Allarme per un attacco hacker ai sistemi elettorali

I democratici vedono aumentare le possibilità di conquistare la Camera dei rappresentanti, mentre la strada per ottenere la maggioranza al Senato resta più difficile. È il quadro che accompagna gli Stati Uniti verso le elezioni di metà mandato del 3 novembre, appuntamento decisivo per gli equilibri politici a Washington e per la seconda parte della presidenza di Donald Trump.

La battaglia si gioca su due fronti. Alla Camera, dove tutti i 435 seggi vengono rinnovati, i democratici cercano di ottenere i numeri necessari per sottrarre ai repubblicani il controllo dell’assemblea. Al Senato, invece, il percorso appare più complicato, anche per la distribuzione dei seggi in palio nei diversi Stati.

Il risultato delle urne avrà conseguenze dirette sull’attività della Casa Bianca. Un Congresso diviso, con una o entrambe le camere controllate dall’opposizione, potrebbe rendere più difficile l’approvazione delle principali iniziative legislative dell’amministrazione Trump.

La campagna elettorale entra così nella fase decisiva, con i candidati impegnati a convincere gli indecisi e a mobilitare gli elettori. Economia, immigrazione e politiche energetiche restano tra i temi del confronto tra democratici e repubblicani.

A fotografare il clima è anche un sondaggio del Pew Research Center: il 55% degli americani intervistati si aspetta una maggioranza democratica alla Camera, contro il 40% che prevede una conferma dei repubblicani. Al Senato le opinioni sono invece quasi divise a metà, con il 48% che indica i repubblicani e il 46% i democratici.

Un’altra rilevazione, condotta da Reuters/Ipsos, assegna ai democratici il 47% delle intenzioni di voto per il Congresso contro il 36% dei repubblicani. Tra le principali preoccupazioni degli elettori figurano soprattutto l’aumento del costo della vita, i prezzi della benzina e le spese per la casa e la sanità.

A pochi giorni dalle urne è scattato anche l’allarme informatico per un attacco ai sistemi della Federal Election Commission, l’organismo federale che controlla il finanziamento delle campagne elettorali.

L’intrusione ha provocato l’interruzione temporanea dei servizi digitali utilizzati per trasmettere e consultare le comunicazioni sulle spese elettorali. Non risultano coinvolti i sistemi utilizzati per esprimere o conteggiare i voti, ma il blocco ha ostacolato la pubblicazione delle informazioni sui finanziamenti proprio negli ultimi giorni di campagna.

Le autorità hanno avviato gli interventi per ripristinare il servizio, mentre resta alta l’attenzione sui possibili attacchi informatici e sui tentativi di interferenza nelle elezioni americane.

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