La Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo sull’incidente dell’elicottero precipitato giovedì 29 ottobre in Bosnia, costato la vita a quattro militari italiani e nel quale sono rimaste ferite altre undici persone. Il velivolo era impegnato nell’ambito della missione internazionale Eufor Althea.
L’indagine, coordinata dal procuratore militare Marco De Paolis, è al momento di carattere conoscitivo. Non sono state formulate ipotesi di reato, che saranno eventualmente valutate sulla base degli accertamenti necessari a ricostruire le cause dello schianto.
Le quattro vittime, Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura, sono state ricordate dal ministero della Difesa, che ha espresso vicinanza alle famiglie e ai militari rimasti feriti.
La tragedia ha portato anche a modificare il programma del Villaggio Difesa al Circo Massimo di Roma. Annullata la cerimonia inaugurale, lo spazio è stato aperto al pubblico venerdì alle 14, ma con un’impostazione completamente diversa da quella inizialmente prevista.
«Non sarà una festa», ha chiarito il ministero, spiegando che il Villaggio diventerà un luogo di raccoglimento dove i cittadini potranno lasciare un fiore, un messaggio o fermarsi in silenzio per ricordare le vittime.
«La Difesa è una grande famiglia. Oggi è una famiglia ferita, che piange i propri figli», si legge nella nota ministeriale, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente.
