COMUNICATO STAMPA
Leggiamo in questi giorni su più organi di informazione i più disparati aggiornamenti sulla vicenda giudiziaria che riguarda il nostro Partito e Michela Pelliccioni. La questione merita però una ricostruzione fondata sui fatti, lontana dalle semplificazioni, dalle distorsioni e dalle contrapposizioni personali.
Michela Pelliccioni ha condiviso per anni il percorso politico di DOMANI – Motus Liberi, ricoprendo incarichi e scegliendo nuovamente di candidarsi con il simbolo del Partito nel 2024, dopo aver contribuito ad inserire nello Statuto la regola che chiede, agli aderenti che lasciano il Partito, di dimettersi dalle cariche assunte. Il 16 luglio 2025, senza aver manifestato alcun tipo di dissenso all’interno del Partito e senza alcuna preventiva comunicazione, ma anzi essendosi data per malata, Michela Pelliccioni ha comunicato alla Ecc.ma Reggenza e a RTV il proprio distacco dal Gruppo Consiliare, dichiarandosi Consigliere Indipendente.
Tra le motivazioni pubblicamente affermate per questa scelta, figura la posizione divergente sull’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Una divergenza politica sarebbe certamente legittima, se ci fosse, ma la nostra posizione non può essere ridotta ad una contrarietà all’Europa usata come scusa per giustificare un atto gestito senza il minimo rispetto. Il Partito, lo stesso giorno delle sue dimissioni, ha presentato e sostenuto infatti un Ordine del Giorno favorevole all’integrazione Europea chiedendo giustamente analisi, dati, documenti e coinvolgimento dei cittadini. Posizione storica del Partito, sin dal 2018, e da sempre condivisa anche da Michela Pelliccioni. Le dichiarazioni e i documenti pubblici consentono di ricostruire questa posizione senza semplificazioni.
Come DOMANI – Motus Liberi non contestiamo il diritto di dissentire, cambiare idea o lasciare un Partito. Contestiamo il fatto che gli impegni liberamente assunti non possano essere considerati irrilevanti in quanto figura politica. È questo il fondamento della controversia civile che abbiamo avviato: una domanda di risarcimento per i danni che il Partito ha subito in conseguenza del mancato rispetto del nostro Statuto. La richiesta, formulata fino a 50.000 euro (che come ogni legale sa, è un limite massimo che va indicato obbligatoriamente), non rappresenta un risarcimento già riconosciuto. Spetterà infatti esclusivamente al Tribunale certificare e quantificare l’eventuale danno.
Infatti, come un cittadino è obbligato a rispettare i contratti che firma, allo stesso modo deve fare un politico che ha firmato un contratto. Altrimenti è inutile scrivere e adottare Statuti così come, altrimenti, chiunque può sentirsi libero di non rispettarli.
Abbiamo inoltre scritto all’Ufficio di Presidenza, coinvolto (impropriamente) dal Consigliere Pelliccioni nella richiesta di copertura delle proprie spese legali, per esprimere la nostra contrarietà a un eventuale impiego di risorse pubbliche per sostenere la difesa legale di una parte in una controversia civile con il proprio ex Partito. Riteniamo che le spese legali connesse a una vicenda di natura personale e politica, derivante dal mancato rispetto degli impegni statutari liberamente assunti, non debbano essere trasferite sulle istituzioni e, di conseguenza, sui cittadini. Chiediamo pertanto che non venga riconosciuta alcuna copertura economica a carico della collettività in assenza di presupposti giuridici chiari, verificabili e applicabili con gli stessi criteri a tutti.
La nostra posizione è semplice: chi sceglie di intraprendere una controversia civile deve assumersene le relative responsabilità e i relativi costi, senza pretendere che siano i cittadini a pagare il conto. Le istituzioni devono garantire trasparenza, imparzialità e parità di trattamento, non diventare uno strumento per trasferire sulla collettività gli oneri legali di una vicenda che riguarda un Partito e una sua ex aderente.
DOMANI – Motus Liberi
