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Attualità

Cimiteri, Belluzzi: «Abbiamo una situazione estremamente critica. Entro tre anni dobbiamo garantire posti liberi ovunque»

Meno di 200 posti liberi nei cimiteri di tutta San Marino, a fronte di circa 300 decessi ogni anno. E in alcuni castelli trovare un loculo è ormai diventato impossibile.

«Abbiamo una situazione estremamente critica», avverte il segretario di Stato agli Affari Interni Andrea Belluzzi, che porta in Consiglio Grande e Generale i numeri dell’emergenza e spiega la necessità di intervenire sulle vecchie concessioni per recuperare spazi.

Il confronto accompagna la ratifica del decreto delegato n. 118 sulle disposizioni in materia di polizia mortuaria, approvato mercoledì 4 novembre con 24 voti favorevoli, 5 contrari e un astenuto. Il provvedimento rivede le scadenze delle concessioni di loculi e ossari e apre la strada a nuove estumulazioni, sollevando però le critiche dell’opposizione sul rischio di cancellare diritti acquisiti dalle famiglie.

Belluzzi descrive una situazione che in diversi cimiteri è ormai arrivata al limite.

«Abbiamo una situazione estremamente critica. A Faetano non abbiamo loculi liberi e ci sono solo 17 sepolture a terra. A Serravalle non ci sono né sepolture a terra né loculi liberi. A Montalbo abbiamo 80 posti liberi a terra e non abbiamo loculi disponibili». Solo Montegiardino e Chiesanuova, secondo il quadro illustrato dal segretario, non presentano particolari criticità.

Ogni anno nella Repubblica si registrano circa 300 decessi: in 200 casi le famiglie chiedono una sepoltura tradizionale, mentre in un centinaio si ricorre direttamente alla cremazione. Una scelta che, secondo Belluzzi, in alcuni casi viene fatta proprio per permettere al defunto di riposare nel cimitero del proprio castello, dove altrimenti non ci sarebbe posto.

Il segretario fissa quindi un obiettivo preciso, da raggiungere nell’arco dei prossimi tre anni.

«Entro tre anni dobbiamo fare in modo che in tutti i nostri cimiteri ci siano posti liberi per dare sepoltura ai nostri concittadini dovunque lo desiderino. Oggi questo non è possibile.» Il problema riguarda soprattutto le famiglie che vorrebbero seppellire i propri cari nel castello di appartenenza o accanto ai parenti già scomparsi, ma che si trovano costrette a cercare una sistemazione diversa per mancanza di spazi.

Da qui la scelta di intervenire sulle concessioni più vecchie. Il decreto individua nel 1957 il primo spartiacque per riorganizzare le scadenze dei loculi e consentire allo Stato di recuperarne una parte. Belluzzi spiega nel dettaglio come funzionerà il provvedimento: «Il decreto – chiarisce Belluzzi – prima di tutto riorganizza le scadenze, individuando nel 1957 una sorta di spartiacque per far scadere le concessioni di quei loculi.

È un tema che abbiamo cercato di affrontare con la massima delicatezza possibile, di fronte comunque a una situazione di emergenza. Con la ratifica del decreto e l’entrata in vigore dal 2027, in alcuni di questi cimiteri libereremo d’ufficio dei loculi con concessioni che risalgono al 1957 e che non sono mai stati utilizzati.

Credo che anche questo sia un contributo importante, perché già così a Faetano e a Montalbo avremo delle sepolture a disposizione e potremo ricominciare a dare quelle risposte che la cittadinanza chiede e che, secondo me, non si potevano più rinviare».

Le estumulazioni rappresentano uno dei passaggi più delicati dell’intera operazione. La consigliera Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) riferisce che è già stata individuata la ditta che dovrebbe occuparsi degli interventi e chiede di rafforzare il personale dello Stato civile, chiamato a gestire le pratiche e i rapporti con le famiglie.

Belluzzi annuncia incontri informativi nei castelli e una formazione specifica per gli operatori incaricati di contattare i parenti prima delle operazioni. Resta inoltre la possibilità, nei casi previsti, di rinnovare le concessioni e di riunire resti o ceneri di più familiari nello stesso loculo.

È proprio sul diritto delle famiglie a mantenere i loculi assegnati in passato che si concentra lo scontro politico. Fabio Righi (D-ML) osserva che per anni molti cittadini sono stati convinti di acquistare un loculo e non semplicemente il diritto a utilizzarlo per un determinato periodo.

Antonella Mularoni (RF) sostiene di aver visto documenti nei quali si parla espressamente di vendita e avverte che intervenire sulle assegnazioni precedenti al 2010, senza trovare un accordo con i familiari, potrebbe aprire una lunga serie di contenziosi. C’è poi il problema dei sammarinesi residenti all’estero, che potrebbero tornare in Repubblica e scoprire che i resti dei propri cari sono stati spostati senza averne avuto notizia.

Sulla stessa linea Nicola Renzi (RF), secondo cui in passato ci sarebbero state vere e proprie compravendite, con loculi acquistati dallo Stato e successivamente rivenduti tra privati. «A nostro avviso non è tollerabile l’esproprio di diritti acquisiti», afferma.

Belluzzi respinge questa interpretazione, richiamando la riforma del 2010: «La legge del 2010 ha chiarito che sono concessioni e non vendite.» Il segretario annuncia comunque ulteriori approfondimenti sulle cessioni avvenute negli anni, sulle mancate trascrizioni e sull’individuazione dei loculi.

Silvia Cecchetti (PSD) osserva che, qualora dovessero nascere controversie sulla proprietà, spetterà ai giudici pronunciarsi, mentre alla politica compete garantire la possibilità di una sepoltura.

L’opposizione contesta anche la scelta di puntare soprattutto sul recupero dei posti esistenti, anziché costruire nuovi cimiteri. Maria Katia Savoretti (RF) presenta un ordine del giorno per individuare un’area destinata a un nuovo cimitero, eventualmente monumentale e memoriale, con spazi dedicati alle ceneri e alle sepolture attraverso capsule biodegradabili.

La proposta chiede inoltre di tutelare i diritti acquisiti, aumentare il contributo alla cremazione e riferire in Consiglio entro sei mesi. Gaetano Troina (D-ML) domanda perché, a sedici anni dalla riforma del 2010, non si sia ancora provveduto ad ampliare i cimiteri dove esistono terreni adatti. Righi invita a valutare anche il coinvolgimento dei privati, qualora mettessero a disposizione aree utilizzabili.

La maggioranza difende invece la necessità di intervenire subito. Matteo Rossi (PSD) condivide la scelta di limitare gli ampliamenti e sfruttare meglio gli spazi già disponibili. «Bisogna cercare una soluzione per ricavare spazi all’interno dei cimiteri esistenti», sottolinea, ricordando che il problema è conosciuto da anni e che anche diversi esponenti dell’opposizione hanno ricoperto incarichi di governo.

Tommaso Rossini (PSD) osserva che costruire un nuovo cimitero richiederebbe tempo e non risolverebbe necessariamente il problema di chi desidera essere sepolto nel proprio castello. Anche Ilaria Baciocchi (PSD) difende il decreto, considerandolo il risultato di un percorso avviato nelle legislature precedenti.

Sul fronte dei lavori, a Fiorentino gli interventi dovrebbero concludersi nei primi mesi del 2027, mentre a Domagnano il cantiere partirà nello stesso anno, consentendo però di recuperare soltanto un numero limitato di posti. Il segretario di Stato Matteo Ciacci indica proprio il 2027 come l’anno in cui concretizzare gli interventi previsti a Fiorentino, Faetano, Domagnano e Acquaviva.

«L’obiettivo principale che ci siamo dati come Governo e come maggioranza è fare sì che i nostri concittadini possano essere sepolti nel castello di residenza», chiarisce.

Nel dibattito trova spazio anche il tema della cremazione, con il contributo pubblico passato da 1.000 a 500 euro. Renzi e Mularoni contestano il dimezzamento dell’aiuto economico, osservando che la carenza di loculi rischia di condizionare una decisione che dovrebbe restare personale.

Sara Conti (RF) sollecita inoltre l’introduzione della Capsula Mundi, una capsula biodegradabile sopra la quale viene piantato un albero. Ciacci riferisce che su questa soluzione è in corso una sperimentazione.

Mirko Dolcini (D-ML) chiede invece di rivedere i tempi delle esumazioni delle sepolture a terra, valutando una durata di venti o venticinque anni anziché dieci. «Procedere all’esumazione dieci anni dopo un’inumazione mi sembra veramente troppo poco», osserva. Belluzzi si dice disponibile ad approfondire la questione.

Tra le altre richieste, Vladimiro Selva (Libera) propone di riconoscere una precedenza al coniuge superstite quando accanto al familiare già sepolto esiste un posto disponibile. Manuel Ciavatta (PDCS) invita a finanziare gli ampliamenti già progettati, mentre Dolcini richiama anche le difficoltà dei cittadini che, per motivi religiosi, sono costretti a cercare una sepoltura fuori dalla Repubblica.

Si discute inoltre delle condizioni della camera ardente, giudicata inadeguata da Sara Conti anche per le cerimonie di commiato civile. Belluzzi si dice disponibile a valutare la questione insieme ai colleghi della Sanità e del Territorio.

Il segretario torna infine sulla natura del provvedimento, chiarendo che si tratta di una risposta a una situazione che non consente ulteriori rinvii. «Ho sempre detto, prima di tutto, che questo è un provvedimento emergenziale perché siamo in un’emergenza», ribadisce Belluzzi, che respinge l’idea di attribuire le responsabilità soltanto all’attuale esecutivo.

«Se proprio vogliamo essere intellettualmente onesti, allora bisogna dire che la responsabilità è collettiva, di una classe politica che non si è posta la questione dell’emergenza dei cimiteri e che non ha sciolto un nodo importante».

Il decreto viene quindi ratificato con 24 voti favorevoli, 5 contrari e un astenuto, aprendo la strada all’applicazione delle nuove scadenze e alle operazioni di recupero dei loculi dal 2027.