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Attualità

Accordo Ue, Belluzzi: trenta o quaranta progetti di legge nel 2027, servono nuovi strumenti per il Consiglio

Almeno trenta o quaranta progetti di legge corposi già nel 2027, ai quali si aggiungeranno i provvedimenti legati alle esigenze interne del Paese. Andrea Belluzzi mette sul tavolo una prima stima del lavoro che attende il Consiglio per attuare l’accordo di associazione con l’Unione europea. E avverte: le regole attuali non bastano a gestire il carico in arrivo.

“Non credo che la mole di lavoro che ci aspetta possa essere affrontata con le attuali previsioni del regolamento consiliare”, afferma il segretario di Stato agli Interni e alla Funzione pubblica nella seduta di venerdì 16 ottobre della commissione speciale per le riforme istituzionali.

Il problema riguarda tempi, organizzazione e strumenti a disposizione dei consiglieri. Belluzzi richiama l’esigenza di mantenere centrale il Parlamento, evitando però che il recepimento delle norme europee assorba tutta l’attività e rallenti gli altri interventi. Il primo adeguamento, spiega, passerà preferibilmente attraverso progetti di legge anche quando sarebbe possibile utilizzare deleghe già esistenti, proprio per garantire un confronto parlamentare più ampio.

Per il solo dipartimento Affari interni e istituzionali, gli interventi riguardano appalti, istituzione delle autorità, statistica e autorità nazionale di statistica. Estendendo il quadro agli altri dipartimenti, il segretario arriva alla stima per il prossimo anno: “Considerando le dieci deleghe principali e i dieci dipartimenti, possiamo stimare già per il 2027 almeno trenta o quaranta progetti di legge piuttosto corposi da affrontare. Parlo di progetti di legge, non di decreti.”

Da qui la domanda sul futuro del mandato consiliare. Belluzzi osserva che l’orientamento emerso finora non sembra quello di trasformare il consigliere in un parlamentare a tempo pieno. Ma lasciare l’organizzazione invariata, senza aggiungere strumenti, rischia di rendere più difficile svolgere il mandato.

“Da quello che ho sempre percepito, l’indirizzo non è arrivare alla professionalizzazione del parlamentare. Ma non possiamo nemmeno fare in modo che il parlamentare non abbia gli strumenti per svolgere appieno il proprio ruolo e la propria funzione.”

Una delle proposte è creare, nell’ambito della segreteria istituzionale, un servizio di consulenza tecnica a disposizione dei consiglieri e dei gruppi, con competenze giuridiche ed economiche. Servirebbe per approfondire i provvedimenti, chiedere ricerche e chiarire dubbi prima delle votazioni.

“Avere un consulente neutrale sul quale parlamentari e gruppi possano contare per gli approfondimenti, per porre quesiti e richiedere ricerche può snellire anche i tempi e i processi di approvazione.”

Secondo Belluzzi, questo supporto potrebbe aiutare anche a distinguere i contrasti politici dai problemi tecnici. Maggiori possibilità di studio renderebbero inoltre più consapevole il lavoro nelle commissioni chiamate a esaminare i testi in sede redigente. L’obiettivo indicato è affiancare procedure più rapide a una preparazione più solida di chi deve decidere.

L’adeguamento coinvolge anche la pubblica amministrazione. I carichi maggiori, riferisce il segretario, ricadono sui dipartimenti Territorio, Lavoro ed Economia, Affari istituzionali e Affari esteri. Serviranno competenze specifiche, risorse umane e nuove funzioni.

Tra gli interventi previsti ci sono l’istituzione delle autorità di vigilanza sul mercato, di protezione dei consumatori e di garanzia della concorrenza. Dovranno essere adeguate anche l’autorità di regolazione per i servizi pubblici e l’energia e quella ICT, che Belluzzi considera già sostanzialmente conformi.

Non si tratta soltanto di individuare uffici di collegamento con Bruxelles. Le nuove autorità avranno anche poteri di controllo, regolamentazione e sanzione, secondo le rispettive competenze. Il segretario richiama l’esempio del garante della privacy, già operativo, per spiegare il peso di queste funzioni nell’organizzazione dello Stato.

Gli uffici dovranno poi seguire le norme europee mentre vengono preparate. È la cosiddetta fase ascendente: conoscere in anticipo le proposte, studiarne gli effetti e individuare eventuali problemi per San Marino. Belluzzi propone di assegnare questo compito a persone nei diversi dipartimenti, in collegamento con gli Affari europei. Le criticità potranno essere portate nei comitati misti previsti dall’accordo.

Sul lavoro già svolto, il segretario riferisce che la preparazione dei principali progetti normativi della prima fase è quasi conclusa. Negli ultimi due anni, spiega, l’amministrazione ha analizzato il materiale, distribuito i compiti ai dirigenti e individuato le priorità. Ora il passaggio riguarda anche la capacità del Consiglio di esaminare i testi.

La formazione sarà un altro tassello. Belluzzi annuncia per il pomeriggio dello stesso 16 ottobre l’avvio delle attività dedicate all’accordo, con un primo programma durante l’inverno differenziato in base alle funzioni dei dipendenti pubblici. Propone di estendere l’investimento anche ai parlamentari.

“Credo che dovremmo trovare spazi e modalità per offrire anche ai parlamentari non soltanto consulenti, ma veri e propri momenti di formazione e approfondimento sulla lingua europea, chiamiamola così, sul linguaggio europeo.”

Accanto al supporto dei funzionari della Commissione europea a San Marino, il segretario propone stage per i dipendenti pubblici presso l’ambasciata e gli uffici di Bruxelles. Suggerisce inoltre occasioni di conoscenza diretta delle istituzioni europee per i consiglieri, soprattutto per quelli che entreranno nel comitato parlamentare misto.

Quanto al recepimento dinamico, cioè all’accoglimento automatico anche delle successive modifiche delle norme europee, Belluzzi ritiene che la decisione possa essere rinviata. Prima, sostiene, occorre affrontare l’adeguamento iniziale, rafforzare l’amministrazione e acquisire maggiore esperienza.

La programmazione annuale o semestrale avrebbe infine un’utilità anche nei rapporti con l’Ue: mostrare il lavoro in corso e motivare eventuali richieste di tempi più lunghi per gli interventi complessi. Alla commissione Belluzzi chiede un indirizzo sulle procedure e sul ruolo dei consiglieri: “Se condividiamo un indirizzo e sviluppiamo le cose insieme, diventa più facile accelerare i processi e i percorsi.”