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Attualità

Arbitrato internazionale, Morganti (Libera): “Un macigno che grava sulla nostra testa per errate considerazioni ed errate scelte”

Giuseppe Maria Morganti (Libera) interviene al comma 21 del Consiglio Grande e Generale, dedicato alla variazione al bilancio di previsione dello Stato e degli enti pubblici per l’esercizio finanziario 2026. Di seguito l’intervento integrale.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Il governo ha mantenuto la promessa di tenere sotto osservazione il bilancio di assestamento senza apportare interventi ai quali magari in passato eravamo abituati. Oggettivamente oggi ci troviamo di fronte a una seconda lettura molto simile alla prima e questo ha aiutato anche i consiglieri a prendere piena visione di quelle che sono le contabilità sostanziali dello Stato.

Ci sono alcuni dati che vanno messi in rilievo, non moltissimi, sinceramente. Da un lato abbiamo un maggiore gettito delle imposte dirette e questo significa che la nostra economia tira.

Mi pare che sia legato a un incremento forse leggermente inferiore al 5% e questo vuol dire che i redditi che vengono tassati hanno avuto questo tipo di andamento all’interno del nostro Paese. Credo che sia un dato parecchio importante, anche se lo si confronta con le economie degli altri Paesi occidentali.

D’altro canto abbiamo avuto un altro importante risultato: la forte riduzione degli interessi che dovranno essere pagati sul debito pubblico, sul debito estero, perché sono arrivate condizioni oggettive che hanno portato la Repubblica a essere più accreditata sui mercati e a beneficiare di forti riduzioni dei tassi di interesse.

Questo è un altro dato estremamente significativo e importante. La combinazione di questi due dati così significativi ci porta a un miglioramento del bilancio dello Stato intorno ai 14-15 milioni di euro, che però alla fine si concretizza, purtroppo dico, solamente in quasi 6 milioni, nel senso che il deficit preventivato è di 6 milioni inferiore a quello che era stato preventivato nella prima lettura.

Dovremmo capire quali siano i motivi di questa differenza, però sostanzialmente direi che il passaggio ha un significato positivo che va assolutamente sottolineato.

Ho sentito parole abbastanza inquietanti rispetto alla sorte dell’irredimibile di Cassa di Risparmio. Il governo ha deciso di non procedere alla diminuzione dell’irredimibile di altri 50 milioni, ai quali avrebbe dovuto far fronte con l’emissione di ulteriori titoli di Stato.

Credo che sia stata una valutazione ponderata, penso anche dai tecnici dell’amministrazione pubblica, basandosi sull’andamento dei tassi di interesse e sulle possibilità di collocazione dei titoli del debito pubblico. Non è detto che sia così scontato che vengano collocati, in particolare quando, come in questo caso, ci si doveva riferire esclusivamente al mercato interno.

Se non c’è stata questa necessità, oggettivamente non mi pare che ci siano variazioni.

Qualcuno dice addirittura che questo si traduce in una diversa impostazione della spesa. Su questi conti non c’è nessun tipo di impostazione della spesa: sono conti patrimoniali che riguardano un tipo di debito rispetto a un altro e non ci sono incidenze particolari sul conto economico, se fossimo di fronte a un’impresa.

Le affermazioni fatte, anche da un consigliere in particolare, su questo specifico aspetto vanno quindi del tutto mitigate.

Sostanzialmente, però, dobbiamo dire che il tema della riduzione graduale del debito rimane sul tappeto e deve essere affrontato con maggiore decisione. Dopo aver fatto una serie di affermazioni positive rispetto ai dati presentati, inseriamo questo elemento critico affinché si possa procedere con maggiore determinazione proprio su questo aspetto.

Perché? Perché, avendo lo Stato più disponibilità anche in termini di liquidità, e non abbiamo analizzato quei dati, ma mi pare che siano più positivi anche quelli, un governo si ritrova a essere un po’ più a briglia sciolta rispetto alle spese generali.

Sinceramente questo potrebbe dare qualche preoccupazione, che invece dobbiamo assolutamente fugare, perché è necessario mettere a risparmio, nel nostro caso a diminuzione del debito, le migliori prestazioni che arrivano dalla gestione del bilancio pubblico.

L’ultima osservazione riguarda i 2 milioni di euro che devono essere accantonati per pagare le spese dell’arbitrato. Sinceramente sono un macigno che grava sulla nostra testa per errate considerazioni ed errate scelte.

Anche a me pesa vedere questa cifra necessariamente inserita all’interno del bilancio dello Stato.

Mi auguro che si possano trovare soluzioni diverse, in maniera tale che questo arbitrato non abbia ulteriori passaggi, perché il rischio di spendere altrettanti soldi, forse anche di più, è dietro l’angolo.