Read in English
Attualità

Morganti (Libera): “L’Accordo con l’Europa è il più grande risultato della legislatura. Ora la vera sfida è risolvere i problemi del sistema bancario”

“Il mondo bancario e finanziario rimane la grande, forse l’ultima grande sfida che la Repubblica si trova ad affrontare.” Lo ha affermato Giuseppe Maria Morganti (Libera) nel comma comunicazioni del Consiglio Grande e Generale. Il consigliere ha salutato la firma dell’Accordo di associazione con l’Unione Europea come il principale risultato della legislatura, sottolineando la necessità di affrontare ora le questioni ancora aperte, a partire dal sistema bancario.

L’intervento integrale di Giuseppe Maria Morganti (Libera)

Il vostro intervento, Eccellenze, ha dato un orientamento preciso a quest’Aula, un orientamento che io spero possa essere seguito nei prossimi mesi. Vi invito anzi a vigilare affinché le cose che avete detto possano diventare realtà concreta anche all’interno dell’agone politico che si apre in quest’Aula consiliare. Perché noi siamo i primi rappresentanti che possono, in qualche maniera, rendere concreti e applicare i pensieri che avete sottolineato, a partire dai valori e dalla loro difesa, fino ad arrivare a un futuro del quale non dobbiamo avere paura, ma che dobbiamo affrontare con coraggio, determinazione e anche, a volte, con un pizzico di creatività.

Perché non guasta che ci siano elementi di creatività nella politica, che molto spesso è un po’ troppo conservativa e che, proprio per il rischio di fare qualcosa, finisce poi per non cambiare nulla. Adesso non voglio riferirmi al Gattopardo, però cerchiamo di superare anche questo scoglio.

Ci troviamo di fronte al più grande risultato di questa legislatura. Anzi, non solo di questa legislatura, a dire la verità, ma questa legislatura in particolare ha trovato il proprio elemento di aggregazione fra le forze politiche proprio e specificamente sulla questione europea. Devo dire che sostanzialmente questo risultato, che noi oggi celebriamo, perché non possiamo fare altro che celebrare, determina una nuova e migliore condizione per la Repubblica di San Marino.

Una Repubblica che non sarà più isolata sotto alcuni aspetti. Non che la Repubblica fosse isolata, per carità, però esistono alcuni scogli importanti e chi fa impresa, chi cerca lavoro, chi deve studiare sa benissimo che questi scogli ci sono. E questi scogli verranno a poco a poco superati, perché c’è un principio sacrosanto che sta alla base, anzi forse sta in testa all’intero Accordo di associazione, alle oltre duemila pagine dell’Accordo, ed è il principio della reciprocità.

Quando mai le imprese e i cittadini sammarinesi si sono sentiti protetti reciprocamente nei confronti dell’Europa? Da oggi in poi questo accadrà e accadrà anche grazie alla possibilità, per coloro che si sentiranno discriminati, di rivendicare i propri diritti nel momento in cui questo dovesse verificarsi.

Questo principio sostanzialmente garantisce gli elementi dello sviluppo, perché tutte le idee, tutti i progetti, tutte le iniziative che da ora in poi potranno essere messe in campo dalle nostre imprese, dai giovani, dalle nuove imprese, che mi auguro siano tante, e da un nuovo attivismo sotto il profilo professionale e industriale, potranno godere di questo privilegio. Un privilegio che in realtà non è un privilegio, perché non lo è per i cittadini europei, e che per noi diventa finalmente un diritto, un diritto a tutti gli effetti.

Io ho apprezzato in modo particolare anche il pensiero che avete rivolto alla difesa del diritto internazionale. Aggiungerei magari, fra le cose dette, anche un pensiero legato alla Corte che giudica i crimini che purtroppo vengono commessi in questa situazione bruttissima nella quale il mondo si sta trovando. Mi riferisco ovviamente alla guerra in Ucraina, mi riferisco a Gaza in particolare, ma anche alla Cisgiordania.

Proprio ieri sera, grazie al Gruppo della Palestina, siamo riusciti a vedere un film bellissimo sulla realtà di Israele e della Cisgiordania. Sostanzialmente noi dobbiamo impegnarci in maniera molto forte su questo terreno.

Il mio rammarico, lo dico con tutta sincerità, è che nel 2013 non siamo riusciti a raggiungere quel famoso quorum che avrebbe portato la Repubblica addirittura a un accordo ancora più pieno, cioè a un accordo anche politico con l’Unione Europea. Perché sono certo che l’Unione Europea non potrà che trarre giovamento dalle politiche che la Repubblica di San Marino mette in atto.

Oggi l’Europa, la politica europea, sta vivendo qualche momento di sbandamento. È sotto gli occhi di tutti, lo sappiamo. Non per questo dobbiamo temere che non possano essere recuperati tempi migliori, i tempi nei quali l’Europa era l’Europa del welfare, della socialità, dei diritti. Speriamo che ritornino queste priorità e che vengano abbandonate altre priorità, un po’ più guerrafondaie, che oggi l’Europa sembra avere in mente.

Il mio pensiero è che la Repubblica di San Marino possa dare, almeno esternamente, con questo nuovo rapporto, un contributo anche in termini di ideali a questa Europa che oggi ne ha più che mai un forte bisogno.

Abbiamo di fronte tante sfide, ancora tante sfide. Devo dire che molte di queste, alcune delle più sostanziali, e quella dell’Accordo di associazione è ovviamente la più importante, sono state affrontate in questa legislatura e sono state anche superate. Ce ne sono però tante altre, molto importanti, che devono ancora essere affrontate.

Io farei in modo che il Consiglio Grande e Generale abbia la possibilità di affrontare queste nuove problematiche e di metterle almeno sui binari giusti, sui buoni binari della risoluzione. Questo è il mio auspicio.

Mi riferisco in modo particolare, e abbiamo qui il Segretario alle Finanze, al mondo bancario e finanziario, che rimane la grande, forse l’ultima grande sfida che la Repubblica si trova ad affrontare. Una sfida che deve essere affrontata in maniera molto determinata e con un grande coinvolgimento.

Ovviamente, per farlo, non si può dimenticare che c’è uno Stato forte, che continua a crescere anche nella sua forza, nella sua robustezza, e che quindi probabilmente potrebbe avere le capacità, anzi ha sicuramente le capacità, per poter risolvere anche questa problematica.

Non è una problematica di poco conto, perché sappiamo benissimo che il nostro sistema bancario e finanziario si è indebolito molto in un periodo nero della Repubblica.

Mi ha fatto molto piacere l’intervento di Matteo Rossi, che ha ricordato tutte le tappe che hanno portato il nostro Paese dal periodo dei famosi tre capisaldi, dal periodo più nero della nostra storia, probabilmente il periodo più nero della storia che conosciamo degli ultimi mille anni, quello che ha messo all’angolo la Repubblica di San Marino, fino alla situazione attuale.

A poco a poco il Paese è cresciuto, ha saputo discernere fra il bene e il male e, ovviamente con tutta la cautela e la prudenza necessarie, ha scelto questa prospettiva. Lo ha fatto partendo dal fatto che l’Europa è sempre stata un faro.

La battaglia per l’Europa, fatta già negli anni 2005, 2006, 2007, 2008, 2010, fino ad arrivare al referendum del 2013, era una battaglia legata soprattutto al fatto che il nostro Paese doveva applicare i criteri della piena e totale trasparenza, della piena e totale conformità alle regole internazionali. Questo era l’obiettivo principale che ci si poneva attraverso quel percorso.

Oggi, piano piano, questi obiettivi sono stati raggiunti e, in molti casi, sono stati anche superati. Tant’è che molto spesso veniamo criticati per essere troppo incisivi sulle regole della trasparenza. E sostanzialmente oggi possiamo veramente pensare all’Accordo di associazione come a un accordo di progresso e di prospettiva.

Voglio infine tornare al discorso delle Loro Eccellenze, che ha inserito anche elementi poetici al proprio interno. Devo dire che questo mi ha aperto il cuore.