Contenere il numero dei piccioni senza abbatterli, intervenendo anche su chi dà loro da mangiare. È la strada scelta a San Marino con il decreto ratificato a maggioranza dal Consiglio grande e generale nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre. Il provvedimento consente di introdurre ordinanze e sanzioni contro la somministrazione di cibo, per rendere più efficace il piano di contenimento.
A spiegare perché serva intervenire è stato il segretario di Stato Matteo Ciacci, che ha richiamato le indicazioni dell’Osservatorio della fauna selvatica e i problemi registrati a Palazzo Giangi, dove alcuni uffici sono stati temporaneamente chiusi. La presenza dei piccioni e le conseguenze igienico-sanitarie hanno così portato la questione in aula.
La strategia non prevede abbattimenti. Il contenimento passa attraverso la somministrazione di sostanze ad azione antifecondativa, come ha spiegato Aida Maria Adele Selva, del Pdcs. Perché il trattamento funzioni, però, occorre evitare che gli animali trovino altro cibo distribuito senza controllo. Da qui la possibilità di introdurre divieti e sanzioni.
Selva ha difeso la necessità del provvedimento, richiamando i rischi igienico-sanitari. Il punto è ridurre la popolazione intervenendo sulla riproduzione, senza ricorrere all’uccisione degli animali.
A suscitare le critiche di Matteo Casali, di Rf, è stato soprattutto lo strumento scelto. Il consigliere ha messo in discussione la necessità di un decreto per attribuire ulteriori poteri alla segreteria al Territorio, sollevando anche dubbi sull’esistenza di un’adeguata delega normativa. «A interventi banali dovrebbero corrispondere misure banali, non necessariamente dei decreti», ha osservato.
Gian Matteo Zeppa, di Rete, ha riconosciuto il problema, chiedendo però che l’efficacia degli interventi venga controllata nel tempo. «Credo che sia importante verificare nel tempo quali risultati vengano raggiunti», ha affermato, proponendo aggiornamenti nelle commissioni competenti.
Il decreto ha ottenuto il via libera a maggioranza. Le singole ordinanze potranno introdurre i divieti e le sanzioni contro la distribuzione di cibo ai piccioni.
