Nel corso della seduta odierna del Consiglio Grande e Generale, durante il dibattito sul progetto di legge che modifica il Regolamento consiliare, è intervenuto il consigliere Gian Carlo Venturini (Pdcs). Di seguito l’intervento integrale, riproposto senza variazioni né modifiche.
Gian Carlo Venturini (Pdcs): Desidero fare anch’io alcune considerazioni su questo importante provvedimento di legge che stiamo discutendo oggi in prima lettura. Purtroppo, ogni volta che si affronta il tema del regolamento consiliare — e io sono in quest’aula da diversi anni — si ripete sempre lo stesso copione: chi siede in maggioranza propone modifiche per organizzare meglio i lavori, mentre chi si trova all’opposizione accusa puntualmente di voler mettere il bavaglio alle minoranze o di voler ridurre i tempi del dibattito. Si dice spesso che, siccome la maggioranza è molto ampia, avremmo quasi paura di quindici o sedici consiglieri d’opposizione. Io penso che questo non sia affatto il termine appropriato da usare, perché ognuno di noi ha il dovere e la responsabilità di pensare a come migliorare e organizzare in modo efficiente l’attività del Consiglio. Credo che tutti noi, quando usciamo da quest’aula e parliamo con i cittadini, sentiamo dire che ormai il Consiglio non viene più ascoltato, sia per i toni e le modalità usate, sia perché siamo troppo ripetitivi e inconcludenti. Quindi, io penso che qualcosa si debba fare necessariamente. Non credo a quanto sostenuto dal collega Troina, il quale dice che nel 2020 furono fatti molti incontri; alla fine gli argomenti erano sempre gli stessi e io, che all’epoca ero in maggioranza con lui, ricordo bene che non si era trovata affatto una quadra comune, anzi si ripeteva il medesimo discorso di oggi. Quando si mette mano a queste norme, io penso che tutti dovremmo avere l’obiettivo di svolgere al meglio il nostro compito, nel pieno rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione. Dobbiamo anche tenere conto del rispetto verso chi ci ascolta da casa e verso i colleghi che, all’interno di quest’aula, cercano di fare il proprio lavoro portando avanti contemporaneamente un’altra attività professionale, non potendo fare politica a tempo pieno. È un impegno che dobbiamo assumerci tutti: trovare il modo di organizzare meglio le sedute. Secondo me, passare da otto a cinque minuti di intervento non significa affatto mettere il bavaglio a qualcuno. Io partecipo regolarmente ad alcuni organismi internazionali e vi assicuro che lì i tempi concessi sono di tre, quattro o al massimo cinque minuti in situazioni davvero particolari; quindi è corretto prevedere che, per temi estremamente delicati, si possa ricorrere al raddoppio dei tempi come già avviene in certi casi, ma non si può dire che vogliamo togliere la parola a qualcuno. Oggi siamo in prima lettura e io penso, come hanno notato altri colleghi, che ci sia tutto lo spazio per ulteriori confronti e per trovare una sintesi. Certo, ognuno deve fare la sua parte nel proprio ruolo, ma deve trattarsi di un ruolo propositivo; la maggioranza cerca soluzioni organizzative e l’opposizione dovrebbe essere costruttiva e non solo strumentale. Se non vado errato — e non ho partecipato a tutti i passaggi — era stato chiesto un confronto su una bozza di testo, ma al primo incontro non se ne fece nulla e al secondo l’opposizione non si è nemmeno presentata. Si dice che dobbiamo affrontare il tema delle riforme istituzionali, ma quando abbiamo insediato quella commissione avevamo già chiarito che, pur dovendo pensare al ruolo del consigliere e a tutti gli altri aspetti generali, dovevamo intanto trovare il modo di organizzare meglio i lavori correnti, estrapolando la questione del regolamento consiliare. Io penso che ognuno debba svolgere la propria funzione in modo costruttivo, perché le regole del gioco che definiamo oggi varranno per tutti: chi è maggioranza oggi domani sarà opposizione e viceversa. Io sono stato all’opposizione e ricordo bene un episodio del 2018, quando insieme agli amici del movimento Rete, su un articolo di legge composto da appena due righe di finalità, facemmo ben 25 interventi. Oggi che siamo in maggioranza noi, lo fate voi, ma se vogliamo che le cose vengano fatte concretamente dobbiamo trovare risposte e soluzioni reali. Non si può cadere ogni volta nella solita strumentalizzazione per cui vogliamo mettere il bavaglio all’opposizione; io penso invece che dobbiamo rispondere seriamente al mandato che i cittadini ci hanno affidato, garantendo loro il diritto di avere risposte concrete da parte di tutti noi.





