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Politica

Troina (D-ML): «Qualcosa di buono c’è, ma non basta: le famiglie non hanno bisogno di interventi spot»

«Qualcosa di buono c’è, ma dal nostro punto di vista non è sufficiente». È il giudizio espresso da Gaetano Troina (D-ML) nella dichiarazione di voto sul progetto di legge dedicato agli interventi a sostegno della famiglia e della natalità, discusso e approvato dal Consiglio Grande e Generale.

D-ML ha scelto l’astensione sul provvedimento nel suo complesso, pur sostenendo durante l’esame dell’articolato le misure considerate positive. Troina ha riconosciuto la necessità di intervenire e il lavoro svolto dalla Segreteria, ma ha evidenziato come, a giudizio del gruppo, la risposta messa in campo non sia ancora sufficiente rispetto alle difficoltà che incontrano oggi le famiglie.

Nel suo intervento il consigliere ha allargato il ragionamento a casa, costo della vita, lavoro, servizi, orari scolastici e conciliazione tra famiglia e carriera, chiedendo un approccio complessivo e non fatto di singoli interventi. Un passaggio è stato dedicato anche all’applicazione concreta della nuova legge e alla necessità di mettere gli uffici pubblici nelle condizioni di gestire le nuove competenze.

Di seguito l’intervento integrale.

Gaetano Troina (D-ML): «In sede di dichiarazione di voto confermiamo l’opinione che abbiamo già espresso più volte. Su questo testo, nel suo complesso, ci asterremo. Abbiamo votato e sostenuto gli articoli che, dal nostro punto di vista, erano meritevoli di essere sostenuti e abbiamo criticato quelli che, invece, non sono stati sufficientemente coraggiosi o non hanno colto nel segno. È indiscutibile che un intervento di questo tipo andasse fatto. Mi sento anche di ringraziare la Segreteria che si è messa al lavoro per cercare di individuare delle soluzioni, perché mi rendo conto che non sia facile. Il confronto, purtroppo, non è stato sempre ottimale, soprattutto nelle prime fasi. Riconosco che durante la Commissione e dopo la Commissione si è lavorato di più, però si poteva fare molto meglio e si poteva partire prima con un lavoro condiviso. Ricordo che questo provvedimento nasce da un ordine del giorno approvato in Commissione Finanze nel 2025, con l’impegno della Segreteria di portare un intervento a favore delle famiglie. Questo intervento è stato portato. Qualcosa di buono c’è e lo abbiamo riconosciuto, ma dal nostro punto di vista non è sufficiente. Non tanto per il singolo provvedimento, quanto per l’intervento complessivo del Governo e della maggioranza a supporto delle famiglie, perché è un aspetto che va affrontato a 360 gradi. L’abbiamo detto più volte: le famiglie oggi non hanno bisogno soltanto di interventi spot o centellinati come in questo caso, ma di un aiuto che riguardi tutto il comparto dell’amministrazione e soprattutto i servizi erogati dallo Stato in loro favore. Se oggi una coppia decide di non avere figli può farlo per svariate ragioni. Possono esserci motivi economici, culturali, lavorativi, difficoltà nell’avere una casa oppure nel dover scegliere tra famiglia e carriera, visto che oggi, nella quasi totalità delle coppie, entrambi i genitori lavorano e questo crea indiscutibilmente delle difficoltà. Spesso le giovani coppie, se decidono di avere figli, lo fanno in un secondo momento, a un’età più avanzata rispetto a quanto accadeva in passato. Oggi capita raramente di vedere giovani coppie tra i 20 e i 30 anni con figli. Ce ne sono e mi sento di rendere loro onore, perché nel contesto che abbiamo oggi dimostrano un coraggio non da poco. Però dobbiamo prendere atto che l’età in cui oggi si hanno figli è sempre più avanzata, con tutte le conseguenze e i rischi che ne derivano anche a livello sanitario. Questo è un elemento che la nostra società e la classe politica devono considerare. L’unico vero modo per agevolare le famiglie e le giovani coppie nell’avere figli è costruire un sistema che tenga conto di tutte le loro esigenze e consenta ai genitori di compiere delle scelte anche dal punto di vista professionale e della stabilità economica. Significa poter avere una casa a prezzi accessibili, essere in grado di sostenere il costo delle bollette, della vita e del carburante. Oggi una giovane famiglia che decide di fare il passo di avere un figlio si trova, soprattutto nei mesi immediatamente successivi alla nascita, sommersa da una serie di criticità e problematiche che deve risolvere e spesso non riceve un aiuto sufficiente. Quando entrambi i genitori lavorano tutto il giorno, diventa complicato conciliare i ritmi, gli orari e le dinamiche familiari, soprattutto quando il bambino comincia la scuola e gli orari delle lezioni non sono compatibili con quelli dell’attività lavorativa dei genitori. Spesso, inoltre, non ci sono nonni o altri familiari in grado di dare un adeguato supporto. Il nostro sistema deve capirlo e farsene carico. Vogliamo incentivare l’utilizzo dei babysitter? Bene, allora cominciamo a fare degli interventi affinché questo strumento diventi accessibile anche alle giovani coppie che non hanno nessuno che possa aiutarle in altro modo. Riusciamo ad allungare o modulare diversamente gli orari scolastici, in modo da andare incontro ai genitori che magari lavorano entrambi dalle 8:30 del mattino alle 18? Sono tutti interventi ed esempi sui quali dobbiamo riflettere seriamente, se l’intento è davvero quello di aiutare le famiglie che oggi decidono di avere un figlio, perché la famiglia di oggi non è più quella degli anni Cinquanta o Sessanta. Dobbiamo prenderne atto. Questo comporta decisioni difficili e coraggiose, ma vanno prese, perché altrimenti questi interventi servono e sono importanti, ma non sono sufficienti per dare, come sistema, una risposta efficace ai nostri concittadini. Non mi dilungo oltre. Ci tengo soltanto, a nome del gruppo e dei suoi consiglieri, a esprimere anche un ringraziamento preventivo e soprattutto a invitare il Governo e l’intera amministrazione a fare squadra, perché questo provvedimento attribuisce una serie di nuove competenze, funzioni e attribuzioni a uffici e dipartimenti della Pubblica Amministrazione che fino ad oggi non le avevano. Non sarà facile. Penso, ad esempio, all’Ufficio Contributi, all’ufficio dell’ex edilizia sovvenzionata, che oggi ha una denominazione e una serie di attribuzioni diverse, o ad altri uffici della Pubblica Amministrazione che già hanno molti adempimenti da seguire e ai quali ne aggiungiamo di nuovi. È quindi necessario che l’amministrazione, e soprattutto il Governo, si adoperino affinché questi uffici siano effettivamente in grado, il prima possibile, di dare i riscontri previsti da questa legge. La politica è sempre molto brava a creare nuove funzioni e nuove competenze, ma non sempre è altrettanto brava a implementarle e soprattutto a mettere a disposizione del personale gli strumenti adeguati per svolgere le nuove attività attribuite dai provvedimenti. Questo è molto importante, soprattutto per una legge come questa, che interviene su molti fronti e su temi delicati, che richiedono un lavoro minuzioso, certosino e puntuale. Esprimiamo quindi una parziale soddisfazione ed è per questo che il nostro sarà un voto di astensione. Invitiamo però la politica a non dimenticarsi adesso del problema e a non pensare che sia stato tutto risolto con la legge sulla natalità e sulla famiglia, perché gli interventi da fare su molti altri fronti sono ancora tanti».