Repubblica Futura accende i riflettori sui costi del trasporto scolastico degli studenti sammarinesi diretti agli istituti superiori di Urbino. Al centro dell’intervento c’è la delibera del Congresso di Stato del primo settembre, con la quale è stata autorizzata una spesa massima di 45mila euro per il servizio relativo all’anno scolastico 2026-2027.
Il provvedimento prevede la sottoscrizione dell’accordo tra l’Eccellentissima Camera e Bonelli Bus, titolare della linea Rimini-San Marino-Urbino. Gli abbonamenti sono suddivisi in tre fasce, con costi pari a 1.066, 1.492 e 1.988 euro. Secondo RF, gli studenti sammarinesi rientrerebbero quasi tutti nelle due fasce più costose.
“Per carità, nulla di nuovo. Abbiamo studenti che frequentano gli istituti scolastici di Urbino e la ditta italiana Bonelli Bus, titolare della linea internazionale Rimini-San Marino-Urbino, svolge il trasporto”, osserva Repubblica Futura, che contesta però la mancata revisione di un sistema applicato da tempo. “Per un governo che si dichiara innovatore nel solco della discontinuità, rileviamo come questa delibera sia immutata da oltre un decennio”.
Il partito richiama quindi un passaggio del provvedimento: “Considerato che in base alla prassi in vigore il costo degli abbonamenti viene anticipato dagli studenti e successivamente rimborsato dallo Stato e valutato che tale costo deve essere mantenuto entro limiti sostenibili dalle famiglie sammarinesi…”. Una formulazione che, secondo RF, “stride di fronte ai 1.988 euro dell’abbonamento più elevato”.
Da qui una serie di domande rivolte all’esecutivo: “Duemila euro sono un costo sostenibile per una famiglia anche se rimborsato dallo Stato dopo un anno? I 45mila euro erogati alla ditta italiana in quale misura sono da calmiere sul costo dell’abbonamento? Perché il governo fa un accordo annuale rispetto al quale ogni anno, nell’imminenza dell’avvio delle scuole, si trova in condizione sfavorevole rispetto al vettore che esercita il trasporto?”.
RF solleva inoltre la questione degli utenti italiani che utilizzano la stessa linea per raggiungere Urbino partendo da Rimini, Cerasolo e Montelicciano. “Lo Stato eroga direttamente denaro a un’azienda italiana che sicuramente beneficia, per la sua attività, anche di contributi dello Stato italiano e gode di condizioni fiscali particolari come la detraibilità dell’Iva per il carburante. Nonostante questo beneficia di denaro pubblico sammarinese per trasportare passeggeri italiani”.
La conclusione del partito è netta: “Il finale è il solito. Pantalone paga due volte. Soldi alla ditta italiana prima, rimborso degli abbonamenti alla famiglia poi. Con i soldi sammarinesi si regge un servizio di cui beneficiano anche utenti del circondario. L’impressione è che alla fine non cambi mai niente”.
