Capire e gestire correttamente le informazioni che riguardano la propria salute è il tema al centro di una ricerca che ha coinvolto l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, l’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona, l’Università di Urbino e l’Avis di Senigallia. Il progetto è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “Socio-economic planning sciences”, attiva da oltre 50 anni nell’ambito dei processi decisionali, in particolare nel settore pubblico.
Al centro dello studio c’è il tema dell’alfabetizzazione sanitaria, ovvero la capacità delle persone di comprendere e utilizzare le informazioni ricevute in materia di salute, dalla cura di sé alle decisioni che riguardano la qualità della vita fino alla gestione di eventuali patologie.
“A essere affrontata è stata l’alfabetizzazione sanitaria, formula con la quale viene indicata la capacità di una persona di saper interpretare e gestire le informazioni ricevute sul fronte della salute e quindi collegate alla cura di sé stessi, alle scelte da prendere sulla qualità della vita e a eventuali malattie da gestire”, spiega il comunicato dell’Università di San Marino.
La ricerca si è sviluppata nell’ambito di un progetto pilota dell’unità operativa complessa di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona e ha coinvolto 471 donatori di sangue dell’Avis di Senigallia. Ai partecipanti è stato sottoposto un questionario composto da 51 domande, dal quale è stata ricavata una serie di dati successivamente analizzati da Pietro Renzi, docente dell’Università di San Marino, e Alberto Franci dell’Università di Urbino.
“Oltre alle autovalutazioni dei partecipanti sull’alfabetizzazione sanitaria, gli accademici hanno ricevuto informazioni sul loro stato di salute, sull’accesso ai servizio socio-sanitari e sugli stili di vita, oltre che di tipo demografico ed economico”, si legge nella nota.
Il materiale raccolto ha quindi permesso di mettere in relazione il livello di alfabetizzazione sanitaria dichiarato dai partecipanti con una serie di elementi riguardanti condizioni di salute, utilizzo dei servizi, abitudini e caratteristiche socio-economiche.
Il progetto era stato avviato nel 2024 e si è concluso con la recente pubblicazione sulla rivista internazionale. “Ciò ha reso possibile le analisi proposte nella ricerca, avviata nel 2024 e conclusa con la recente pubblicazione su ‘Socio-economic planning sciences’, che ne ha di fatto confermato la portata scientifica”, riporta il comunicato.
Tra gli obiettivi indicati dalla ricerca figura infine il mantenimento e il miglioramento dello stato di salute della popolazione, approfondendo il ruolo che la capacità di comprendere e utilizzare le informazioni sanitarie può assumere nelle scelte individuali.
