Quindici anni dopo, un Papa torna a San Marino. Sabato 22 agosto la Repubblica accoglierà Leone XIV, in una giornata destinata a entrare nella storia del Titano e che inevitabilmente riporta alla memoria un’altra visita: quella di Benedetto XVI del 19 giugno 2011.
Sono trascorsi quindici anni, sono cambiati il mondo e San Marino, ma alcune delle parole pronunciate allora da Joseph Ratzinger sembrano riecheggiare ancora oggi, alla vigilia dell’arrivo di Leone XIV.
Quel giorno Benedetto XVI entrò nella Sala del Consiglio Grande e Generale di Palazzo Pubblico e davanti ai Capitani Reggenti, al Governo, al Congresso e al Corpo diplomatico ricordò innanzitutto il legame antico tra la Repubblica e la Santa Sede. Ma il suo discorso andò ben oltre il significato istituzionale della visita. Ratzinger parlò direttamente dell’identità sammarinese, legandola alla storia cristiana della Repubblica, alla libertà e alla capacità di costruire una comunità fondata sulla convivenza pacifica e sulla solidarietà.
Un passaggio che oggi assume un significato particolare. Benedetto XVI invitò infatti San Marino a conservare e valorizzare il proprio patrimonio di valori, considerandolo alla base della sua identità più profonda. Non una semplice difesa del passato, ma il punto di partenza per affrontare le trasformazioni della società.
Nel 2011 San Marino attraversava una fase economica e politica delicata. Anche allora il Papa parlò di crisi come occasione per “riprogettare il cammino”, richiamando la necessità di affrontare i problemi con “coraggio e senso di responsabilità, con generosità e dedizione”. Parole pronunciate quindici anni fa che possono essere rilette alla luce delle sfide che la Repubblica si trova ad affrontare oggi.
Al centro del discorso c’era soprattutto un concetto profondamente legato alla storia sammarinese: la libertà. Benedetto XVI riprese le parole rivolte nel 1959 da Giovanni XXIII ai Capitani Reggenti: “L’amore della libertà vanta tra voi squisitamente radici cristiane”. Un richiamo che univa la tradizione istituzionale del Titano alla responsabilità di costruire una società capace di tutelare il bene comune.
Ratzinger concluse formulando un auspicio per San Marino: che la Repubblica potesse “scrivere una nuova e nobile pagina di storia” e diventare sempre più una terra nella quale prosperassero solidarietà e pace.
Quindici anni dopo, quelle parole tornano inevitabilmente alla mente mentre il Titano si prepara ad accogliere Papa Leone XIV. Sarà un’altra epoca, un altro Pontefice e un’altra San Marino. Ma il filo che lega le due visite passa proprio attraverso gli interrogativi che accompagnano da secoli la Repubblica: come custodire la propria identità continuando a cambiare, come difendere la libertà trasformandola in responsabilità e come affrontare le nuove sfide senza perdere le proprie radici.
Il 22 agosto toccherà a Leone XIV lasciare il suo messaggio al Titano. E sarà inevitabile ascoltarlo anche alla luce di quelle parole pronunciate, quindici anni prima, nello stesso cuore istituzionale della Repubblica.
